Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  luglio 17 Venerdì calendario

Caso Roggero, post di Meloni a favore del gioielliere

«Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto». La premier Giorgia Meloni è intervenuta con un post sui social venerdì mattina sul caso di Mario Roggero, il gioielliere condannato a 14 anni per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo, senza menzionarlo: «Con l’ultimo DDL Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari». 
E poi: «Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso». Infine: «Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali». La norma non è applicabile a Roggero perché non è retroattiva, ma ha come obiettivo proprio quello di impedire che in futuro possa accadere di nuovo, come ha specificato Meloni e anche nei giorni scorsi il  ministro dell’Interno Piantedosi.
Il caso di Mario Roggero i cui fatti risalgono all’aprile del 2021, ha riacceso un fortissimo dibattito sui limiti della legittima difesa. La vicenda si consumò in pochi minuti con tre malviventi armati di coltello e di una pistola finta assaltano la gioielleria di Roggero, minacciando e legando i suoi familiari per rubare l’incasso. Una volta che i rapinatori escono dal negozio e tentano la fuga a bordo di un’auto, il gioielliere li insegue in strada con la propria arma e spara diversi colpi, uccidendone due.
 
I magistrati hanno escluso la legittima difesa poiché i video delle telecamere hanno dimostrato che Roggero ha sparato quando il pericolo per l’incolumità sua e della sua famiglia era ormai passato, qualificando l’azione come un atto di giustizia privata. Dopo la conferma della condanna da parte della Cassazione, la politica si sta muovendo per valutare l’ipotesi di una grazia presidenziale.