Corriere della Sera, 17 luglio 2026
Rai, negli spot gratuiti l’AI non potrà sostituire persone e voci
Negli spot istituzionali, messi a disposizione gratuitamente dalla Rai, si potranno usare solo attori e voci umane. Niente intelligenza artificiale, che potrà essere utilizzata unicamente in casi specifici e dovrà essere sempre dichiarata con una «apposita dicitura informativa». Lo prevede una circolare emanata dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria su impulso del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alberto Barachini. Che dice: «La comunicazione istituzionale deve arrivare ai cittadini con la massima trasparenza e affidabilità». La circolare, aggiunge, è in linea con le norme europee dell’AI Act e con i principi della legge italiana in materia. I contenuti generati o modificati con strumenti di intelligenza artificiale generativa devono essere «sempre chiaramente identificabili», per «preservare l’autenticità e la credibilità della comunicazione istituzionale» e «salvaguardare l’occupazione nel settore della produzione culturale», si legge nella circolare.
La diffusione di spot istituzionali tv e radio realizzati esclusivamente con l’IA, si spiega ancora, è consentita esclusivamente per quelli realizzati in grafica, in animazione o con filmati di repertorio, o nei casi in cui l’IA sia stata utilizzata solo in fase di post-produzione di spot girati con attori reali. In tali casi, è tuttavia richiesta la dicitura informativa: «Realizzato con contributo IA», che deve rimanere visibile per almeno 7 secondi. In ogni caso, l’audio degli spot «deve sempre essere realizzato con voci di attori, speaker o doppiatori umani» e quindi «non è consentito l’utilizzo di voci generate con l’IA, né di attori generati con l’IA». Nei casi di amministrazioni che hanno in corso la produzione di spot i cui contratti prevedono la possibilità di realizzazione esclusiva con l’IA, già commissionati e che perverranno al Dipartimento entro il 31 luglio, «sarà eccezionalmente consentita la diffusione, comunque non oltre il 30 settembre 2026». «Un’iniziativa positiva – commenta l’attore Massimo Ghini, impegnato nella tutela degli interpreti -. Un segnale importante di attenzione. Spero che quanto deciso da Barachini sugli spot istituzionali diventi una legge che riguardi tutta la produzione audiovisiva realizzata in Italia».