Corriere della Sera, 17 luglio 2026
Paola Maugeri parla della relazione con il suo fidanzato
«Il nostro è un No Future Love. Nel senso punk del termine. Non era solo nichilismo, alla base c’era un concetto forte: la vita esiste adesso. Io ho 58 anni, Manu 42. Ci troviamo in due stagioni differenti della vita e abbiamo deciso di non costruire la nostra relazione sulla paura del futuro».
Paola Maugeri, in pausa milanese dalla sua Svezia elettiva, è diventata biondissima: «Sono andata a Londra a intervistare Mick Jagger (per Virgin Radio, ndr) e volevo essere come Anita Pallenberg». La storia con Manuele Heuberger Paradiso (intimacy coach specializzato in evoluzione del maschile) la vediamo scorrere su Instagram: insieme a meditare, in bicicletta con lei nel cassone e il Nord Europa luminoso e civile che sfila al loro fianco, in viaggio ovunque per tenere corsi di meditazione e retreat tra cerchi degli uomini e Menopausa Rock, in Thailandia tre mesi per studiare la sessualità sacra taoista, «siamo andati da Mantak Chia, il più grande maestro vivente che negli anni ’70 scrisse il libro cult The Multi-Orgasmic Man».
Un amore karmico, lo definisce lei sorseggiando una tonica aromatizzata al lime che, per una vegana radicale, «è come un bicchiere di champagne». Si sono parlati la prima volta per telefono: «Io avevo 29 anni, lui 13. Suonavo in una band e i suoi genitori gestivano un locale molto conosciuto nell’ambiente rock alternativo. Mia madre era mancata da poco e stavo annullando il tour. Chiamai e mi rispose questo ragazzino, mi disse che aveva la mia foto appesa in camera di fianco a quella di Natalie Imbruglia. Ovviamente, non lo ricordavo». Ma lui sì, ricordava. Si ritrovano anni dopo, al matrimonio di Fulco Terzani di cui entrambi sono cari amici. Finiscono allo stesso tavolo. Lui strimpella tutto il tempo con altri invitati, «io dovevo fare il dj set. Non lo sopportavo perché suonava della musica brutta, e glielo dissi pure. Mentre ero in consolle venne a chiedermi un ballo. Ero molto presa dal mio compagno di allora, e dal pensiero di mio figlio».
Se bisogna parlare di grandi, oltre che di moderni, amori, il più immenso è per Timo. È per lui che ha fatto armi e bagagli e se n’è andata a vivere in Svezia, «e anche perché sentivo che a Milano non riuscivo a esprimere pienamente la mia femminilità. Non mi divertivo, nonostante adorassi il mio lavoro, le feste cui ero invitata, gli amici musicisti». Nel nord Europa, la catanesissima Paola rifiorisce, lascia andare dei pesi, apre portali (interiori ma pure esteriori e digitali, come la sua piattaforma di meditazione e percorsi evolutivi humans). Usa Tinder: «Ho incontrato diversi uomini, e ho capito che c’era qualcosa che mi tormentava dall’infanzia, da quando, a casa, sentivo sempre parlare male dei maschi. Sono cresciuta senza fidarmi di loro. La Sicilia di quando ero bambina poneva limiti invalicabili alle donne: la narrazione virava esclusivamente verso il sacrificio…ricordo però mia madre folgorata da Anita Ekberg nella Fontana di Trevi. Per lei, rappresentava la libertà».
Inizia a registrare il suo podcast PM Confidential, «avevo bisogno di parlare con un uomo che, come me, lavorasse sulla consapevolezza». Manuele arriva a Malmö su suggerimento (di nuovo) di un amico comune. Registrano tre episodi e altre puntate per humans, sull’intimità. Questa volta, succede davvero. E velocemente. «Eravamo entrambi single e concentrati su di noi. Lui mi aveva pensata per tanti anni. Abbiamo capito che sarebbe stato bello fare un pezzo di strada insieme. Prima, pensavo che le persone si scegliessero perché si innamorano. Oggi so che ci scegliamo per guarire».
Gli attacchi sul web fioccano. E tutti a dire che lui la lascerà per un’altra più giovane, «nessuno mai si pone la questione contraria, ovvero che potrei essere io, un giorno, a desiderare un uomo più maturo. Oppure a sentire la necessità di un percorso spirituale più profondo. A volte mi immagino in un monastero giapponese a tagliare tofu a forma di farfalla». Paola Maugeri come Lenny Kravitz (che ovviamente ha intervistato): per fisicità, età, energia, alimentazione. Eppure, niente è eterno, «neanche la vita. Oggi siamo insieme, è questo che conta. Forse arriverà un momento in cui le nostre stagioni si separeranno. Lui sarebbe un padre straordinario. Lo vedo da come si prende cura delle persone. Se accadrà, non potrò che essere felice per lui». Ma questo, forse, è un pensiero poco Malmö e troppo vecchia Catania.