Corriere della Sera, 17 luglio 2026
Terrorismo, Rubio contro la sinistra
«Abbiamo think tank, programmi e riviste basati sull’idea implicita che solo un tipo di violenza politica costituisca una grave minaccia al sistema. Una bomba piazzata da un gruppo neonazista è un atto malvagio, nefasto e omicida. Lo è. Ma una bomba piantata da un rivoluzionario marxista? Bé, è solo un tragico eccesso di idealismo». Così il segretario di Stato Marco Rubio ha aperto ieri a Washington la «Conferenza ministeriale sulla rinascita del terrorismo politico» che riuniva rappresentanti di 60 diversi Paesi, tra cui l’Italia. Rubio ha aggiunto che «troppe persone al potere hanno ripetutamente sminuito atti di violenza e anche di terrorismo come forme legittime di espressione politica, se servono una causa di sinistra».
La conferenza si è tenuta ieri poche ore prima di un discorso alla nazione di Trump. Sia il presidente che i suoi alleati Maga hanno additato la sinistra radicale e gli alleati di Zohran Mamdani come «comunisti» e «marxisti-jihadisti», in vista delle elezioni di midterm. L’iniziativa contro «il terrorismo di sinistra» è partita al dipartimento di Stato e al Tesoro già l’anno scorso.
La visione di Rubio è condizionata dal suo passato di figlio di immigrati cubani. Ha citato ieri anche le Brigate rosse in Italia e l’assassinio di Aldo Moro. Dopo di lui, ha parlato Stephen Miller, guru di Trump sull’immigrazione: «Non è una coincidenza che quando guardi queste violente manifestazioni di Antifa, francamente, nessuna delle persone che manifestano sembra normale. Sono tutti deformati in qualche modo nell’apparenza, nell’abbigliamento, negli atteggiamenti. L’apparenza esterna diventa una manifestazione del loro odio interiore». Poi è stata la volta di Scott Bessent che ha affermato di essere stato oggetto di un tentato assassinio nel febbraio 2024 «da parte di un confuso attivista di sinistra». Il segretario del Tesoro ha imposto sanzioni contro 4 gruppi classificati come terroristici: «Antifa Ost» (Germania), «Federazione anarchica informale» (Italia), «Giustizia proletaria armata» e «Autodifesa rivoluzionaria di classe» (Grecia). Ieri sono state annunciate restrizioni ai visti per questi gruppi. Bessent ha parlato di un’alleanza marxista-jihadista e di un piano per indebolire la civiltà occidentale dall’interno e poi attaccarla all’esterno.
Emanuele Prisco, sottosegretario agli Interni, giunto in qualità di osservatore, ha detto al Corriere: «La nostra presenza qui a Washington, al fianco di numerose delegazioni internazionali ed europee, risponde al dovere istituzionale di rappresentare l’Italia nei principali consessi di confronto globale sulla sicurezza. Lo scambio di informazioni e la condivisione di strategie multilaterali sono strumenti indispensabili per contrastare efficacemente la minaccia del terrorismo e delle derive eversive, indipendentemente dalla loro matrice. Il confronto tecnico e la cooperazione internazionale si confermano assi portanti per analizzare l’evoluzione dei fenomeni radicali transnazionali, garantendo che le nostre istituzioni dispongano sempre dei migliori criteri operativi e conoscitivi per tutelare la sicurezza nazionale e la libertà dei cittadini».