Corriere della Sera, 17 luglio 2026
Teheran chiede aiuto agli Houthi:: «Preparatevi a bloccare il Mar Rosso»
Come se tutto il resto non fosse già abbastanza. Nello scenario infiammato del Medio Oriente entrano (sarebbe meglio dire tornano) da protagonisti anche gli Houthi, il movimento armato yemenita – noto anche come Ansar Allah, i Partigiani di Dio – che controlla la capitale Sana’a e parte dello Yemen nord-occidentale.
Citando più fonti, l’agenzia Reuters rivela che, con un messaggio trasmesso in questi ultimi giorni, l’Iran ha chiesto agli Houthi (amici di Hamas sostenuti dagli ayatollah) di tenersi pronti a chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb, strettoia obbligata per le navi che dall’Oceano Indiano si inoltrano nel Mar Rosso per raggiungere il Canale di Suez e sfociare sul Mediterraneo. In sostanza: lo Stretto è il punto di collegamento fra Asia ed Europa, rotta petrolifera e commerciale che garantisce la stabilità economica globale.
L’Iran chiede agli Houthi di bloccarlo se gli Stati Uniti dovessero colpire infrastrutture energetiche iraniane, come martedì ha promesso di fare il presidente Trump.
I miliziani del movimento yemenita avrebbero già completato i preparativi per attaccare il traffico marittimo, schierando missili e droni. Mancherebbe soltanto il via libera da Teheran. Tanto per capirci: con Hormuz già chiuso, impedire anche il passaggio navale da Bab el-Mandeb vorrebbe dire interrompere contemporaneamente le due principali rotte del petrolio e, più in generale, del commercio mondiale di componenti industriali e prodotti finiti. E il fatto preoccupante è che proprio gli Houthi hanno già dimostrato di poterlo fare.
Lo fecero nel 2023, causando una crisi gravissima, quando in risposta agli attacchi contro Gaza resero impossibili i transiti lungo quella rotta inducendo compagnie e assicuratori a sospenderli.
Difficile che la promessa di oggi sia un bluff, quindi il prossimo passo per definire che cosa accadrà allo Stretto sul Mar Rosso è nelle mani del presidente Usa. Attaccherà davvero le infrastrutture energetiche iraniane?
Fino a ieri mattina il Comando generale ha comunicato di aver attaccato obiettivi militari: centri di comando, sistemi di difesa aerea, postazioni missilistiche... Ma nella notte c’è stata una nuova ondata di attacchi e sapremo in mattinata quali obiettivi sono stati colpiti. I vertici militari di Washington hanno fatto sapere ieri di aver «disabilitato», una petroliera commerciale che secondo Washington stava provando a forzare il blocco navale imposto ai porti iraniani.
Non c’è traccia, nei comunicati, di un attacco vicino a un ospedale pediatrico oncologico ad Ahvaz, nell’Iran sud-occidentale. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, i missili Usa hanno «costretto all’evacuazione di emergenza 211 bambini in cura chemioterapica». Baghaei definisce tutto questo «un vile crimine di guerra contro bambini innocenti che lottano coraggiosamente per la propria vita».