Corriere della Sera, 17 luglio 2026
Roggero non si costituisce
Mario Roggero ha scelto di trascorrere ancora qualche ora accanto alla famiglia prima di varcare la soglia del carcere. Il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per l’uccisione di due rapinatori e il ferimento di un terzo durante la rapina avvenuta nel suo negozio il 28 aprile 2021, attende l’emissione dell’ordine di carcerazione prima di presentarsi alle autorità.
Dopo la sentenza aveva dichiarato di essere pronto a consegnarsi immediatamente, ma la decisione è stata poi rivista, in seguito al confronto con la moglie e le quattro figlie. Sono state proprio loro a chiedergli di aspettare ancora qualche giorno per poter condividere insieme gli ultimi momenti prima dell’ingresso in un istituto di pena e l’inizio della detenzione.
Roggero, 72 anni, ha quindi scelto di alloggiare in una struttura alberghiera nei pressi del carcere: non è noto quale, probabilmente Fossano, in provincia di Cuneo, o Bollate, a Milano.
«Sono commosso per il sostegno che sto ricevendo in questi giorni, non mi aspettavo tutta questa attenzione mediatica. Sono piacevolmente stupito dall’affetto dei miei follower e davvero felice per l’appoggio della politica, non lo avrei mai immaginato. Spero che il mio caso possa servire a far aprire gli occhi alla magistratura. Alla fine ho scelto di non consegnarmi per stare più tempo possibile con mia moglie, le mie figlie e i nipotini. Con l’avvocato abbiamo già deciso di fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, la battaglia non è ancora finita. Grazie a tutti».
Il gioielliere continua a seguire gli sviluppi della vicenda insieme ai suoi legali, gli avvocati Stefano Marcolini e Sergio Rovani. Nella sentenza era stato richiamato anche un episodio del 2005 quando il gioielliere aggredì il fidanzato della figlia durante una lite. Nel frattempo la sua esposizione pubblica è cresciuta rapidamente: il profilo Instagram è passato, nelle ultime 24 ore, da circa 60 mila a 150 mila follower segnale di un acceso interesse attorno alla sua storia e al dibattito sulla legittima difesa. A confermare la volontà di Roggero di rispettare l’impegno preso è anche il fratello Dante: «Mario si costituirà appena sarà ufficiale la richiesta». Secondo il familiare, il gioielliere è provato dalla situazione ma mantiene la forza per affrontare il momento: «Resta resiliente».
Mentre il caso continua a dividere l’opinione pubblica resta invece il silenzio dei familiari delle vittime. Una quindicina di parenti ha scelto di non intervenire pubblicamente, preoccupata dall’enorme attenzione mediatica concentrata sulla figura di Roggero e dal possibile rischio di subire reazioni negative da parte di chi sostiene il gioielliere. Dietro le contrapposizioni e le discussioni pubbliche, dunque, restano due dolori profondamente diversi. Da una parte c’è una famiglia che si prepara a salutare il suo punto di riferimento e cerca appoggio mediatico, dall’altra chi ha perso per sempre il proprio caro e preferisce rifugiarsi nel silenzio per evitare persecuzioni.