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 2026  luglio 17 Venerdì calendario

Spinta per la grazia a Roggero. Ma il Colle frena Nordio

La Cassazione mercoledì ha confermato la sentenza d’appello di condanna a 14 anni e 9 mesi per Mario Roggero, e già ieri mattina il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato di aver avviato l’istruttoria finalizzata alla concessione della grazia in favore del gioielliere di Grinzane Cavour, che inseguì e uccise per strada a colpi di pistola due rapinatori e ne ferì un terzo, dopo l’assalto al suo negozio nell’aprile 2021. Ma poche ore dopo il capo dello Stato Sergio Mattarella, al quale Nordio è sembrato agire con eccessiva impulsività, lo ha chiamato al Quirinale per puntualizzare i limiti di attribuzione del ministro in tema di grazia, facoltà che spetta esclusivamente al presidente della Repubblica. Non si tratta di entrare nel merito sulla grazia per Roggero, è stato fatto presente al Guardasigilli, anche perché non si conoscono ancora le motivazioni della sentenza. Quindi il discorso è del tutto prematuro.
Pd e M5S stigmatizzano il comportamento del ministro che, dice Debora Serracchiani, responsabile Giustizia della segreteria nazionale Pd, «ancora una volta dimostra la propria inadeguatezza nello svolgimento del delicato incarico che gli è stato affidato. E ancora una volta giustifica la nostra reiterata richiesta di dimissioni. Giorgia Meloni era informata dell’iniziativa del suo ministro?». Nordio «esce dal Quirinale dopo aver ricevuto una sonora lezione di Costituzione dal presidente della Repubblica. Una grande figuraccia di un ministro ormai improponibile che oggi si è prestato alla volgarissima speculazione del centrodestra», dicono i componenti M5S nelle commissioni Giustizia di Camera e Senato.
La spinta politica all’azione repentina del ministro era forse stata impressa dallo «stato di agitazione» dei capigruppo alla Camera e al Senato di tutti i partiti della maggioranza, che hanno sottoscritto un appello e avviato una raccolta di firme, promossi dal deputato leghista Riccardo Molinari. «Lo Stato deve dare un messaggio chiaro: lui è la vittima», ha detto Molinari in aula. «Vogliamo Mario Roggero libero subito», gli ha fatto eco il leghista Giorgio Maria Bergesio. Il gioielliere ha 72 anni, questa pena equivale, protestano i parlamentari del centrodestra, ad «una condanna all’ergastolo». Roggero intanto, in carcere non è ancora entrato, attende il decreto esecutivo.
Si è mosso anche Alberto Cirio per lui. «Il Piemonte non lascerà solo Mario. Può aver sbagliato – ha detto il presidente della Regione – ma gli va concesso il perdono istituzionale, ha agito per difendere la famiglia». Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di «un uomo che ha sbagliato», ma che «è stato vittima di tali e tante aggressioni», che merita «il perdono della società».
Dopo le prime durissime dichiarazioni a caldo, Matteo Salvini è tornato sulla vicenda. «Conto che la giustizia sia con la G maiuscola, non come quella che ha mandato in galera un uomo di 72 anni, dopo essere stato rapinato e aggredito». Ma il freno di Mattarella a Nordio lo ammorbidisce. «Non mi permetto di sostituirmi alla valutazione del presidente della Repubblica – ha corretto Salvini -. È nella facoltà del Presidente valutare modi, tempi e contenuti. Noi possiamo solo istruire una domanda ben fatta».
Il ministro della Difesa Guido Crosetto, FdI, invece, critica la sentenza. «La legge non può essere sventolata per giustificare l’impossibilità di un magistrato ad analizzare i fatti nella loro totalità, a tenere conto di tutto – ha scritto su X —. Ciò che è accaduto a Mario Roggero è ingiusto, incomprensibile e difficile da accettare».
Replica Chiara Appendino, M5S. «Proprio perché umanamente posso immaginare lo choc di un uomo che subisce una rapina nel proprio negozio, la risposta della destra mi indigna. Invece di assumere più agenti e presidiare il territorio, Salvini, Crosetto e Cirio si avventano come sciacalli. Se gli italiani non sono sicuri, la risposta non è applaudire chi spara ma garantire la presenza dello Stato».