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 2026  luglio 16 Giovedì calendario

Monaco, appello al principe Alberto affinché fermi le gare di motoscafi: disturbano i cetacei

Il gran premio di Monaco di Formula 1 è una delle gare più iconiche del campionato automobilistico. Ma si svolge sulle strade di Montecarlo, in città. Il campionato mondiale di motonautica elettrica è previsto invece nelle acque davanti al Principato, nel pieno del Santuario Pelagos, area tutelata di interesse sovranazionale che dovrebbe godere di una particolare protezione. Particolarissima, in questo caso, visto che il Santuario nacque anche e soprattutto su spinta del principe Ranieri III. Eppure proprio qui, nello stesso quadrante di mare in cui vivono almeno otto specie diverse di balene e delfini e una grande quantità di altri animali marini, è in programma per il 17 e 18 luglio una prova del campionato mondiale E1 Series, che vede in gara motoscafi al 100% a trazione elettrica. 
Proprio questa peculiarità potrebbe far pensare che l’iniziativa non abbia alcuna controindicazione dal punto di vista ambientale e di tutela della fauna. Ma non è così e per questo dieci associazioni italiane, francesi, svizzere e dello stesso Principato hanno sottoscritto un appello al principe Alberto affinché intervenga per fermare la manifestazione. La lettera è stata inviata il 2 luglio e in copia c’era anche lo sponsor Hublot. Difficile però che ciò avvenga, soprattutto così sotto data. Ma la segnalazione è stata mandata e viene oggi resa pubblica per evidenziare il problema. Secondo i firmatari, tra cui c’è anche l’italiano Istituto scientifico Tethys, che fu il vero artefice con Giuseppe Notarbartolo di Sciara della nascita del Santuario, è un controsenso che un evento del genere si svolga proprio nelle acque monegasche. 
Ma quali sono le controindicazioni allo svolgimento della gara? I problemi sono principalmente legati al rischio di collisioni tra i natanti e la fauna marina e anche al rumore. Il fatto che i motori siano elettrici, e quindi molto meno assordanti rispetto a quelli a combustione, non elimina infatti del tutto i decibel. La velocità e la cavitazione delle eliche producono un rumore sottomarino che si amplifica e si propaga velocemente e disturba i cetacei. Un problema che già si vive quotidianamente con la nautica da diporto e con la navigazione commerciale. E vi è inoltre il rischio di incidenti che possano poi portare a dispersione di sostanze in questo mare speciale. 
Per le associazioni, il fatto che la manifestazione venga organizzata proprio qui «contraddice l’impegno assunto dal Principato per la tutela della biodiversità marina, in particolare dei cetacei, nell’ambito dell’Accordo Pelagos». Lo stesso principe Alberto II, del resto, ha raccolto il testimone del padre su questo fronte e un anno fa aveva tenuto a battesimo la nascita del Consorzio Pelagos, in cui il ruolo di capofila è stato assegnato proprio a Tethys. 
Il tracciato di gara proposto si trova all’interno del Santuario Pelagos, designato anche Area Specialmente Protetta di Importanza Mediterranea (Aspim). Rientra inoltre nella Particularly Sensitive Sea Area (Pssa) designata dall’Organizzazione Marittima Internazionale (Omi) nel 2023 ed è stata identificata da Accobams come un’area ad alto rischio di collisioni tra imbarcazioni e grandi cetacei. Una parte del percorso attraverserebbe inoltre l’Area Marina Educativa gestita dall’Associazione Monegasca per la Protezione della Natura.
Ecco perché le organizzazioni firmatarie hanno invitato il Principato ad annullare la gara. «Una simile decisione – sottolinea Simone Panigada, presidente dell’Istituto Tethys -, invierebbe un segnale forte alla comunità internazionale e alle future generazioni: a Monaco, la tutela del Mediterraneo e della sua biodiversità rimane una priorità concreta». Oltre a Tethys, hanno sottoscritto l’appello le francesi BlueSeeds, EcoOcean Institut, Groupe de Recherche sur le Cétacés, Int. Center of AI for Natural Acoustics, Mare Vivu, Miraceti, Sos Grand Bleu, la svizzera OceanCare e la monegasca Ecopolis. 
Ma, come detto, probabilmente lo stop non ci sarà. «Qualora la gara dovesse svolgersi ugualmente – scrivono le associazioni – chiediamo che siano presenti sul sito e nelle aree circostanti osservatori esperti di mammiferi e tartarughe marine, sia prima che durante la competizione, al fine di prevenire il rischio di danni o disturbo agli animali, adattando il programma dell’evento in base alle osservazioni e con annullamento in tempo reale della gara qualora venga rilevata la presenza di cetacei o tartarughe». Viene inoltre richiesto che il rumore subacqueo generato dalla competizione venga misurato e analizzato a distanza ravvicinata, nonché a 1 km, 5 km e 10 km.
Il Santuario Pelagos è una vasta area di mare compresa tra il nord della Sardegna, la Costa Azzurra, Montecarlo e la costa italiana di Liguria e Toscana. È sotto tutela grazie ad un accordo internazionale sottoscritto dai governi di Italia, Francia e Principato di Monaco. Al suo interno vivono otto specie di cetacei che trovano le condizioni ideali per nutrirsi e anche riprodursi (è recente l’avvistamento di gruppi famigliari di capodogli). Per questo da tempo viene chiesta una maggiore rigidità alle attività nautiche commerciali e da diporto, come per esempio una riduzione generalizzata della velocità dei natanti, utile a prevenire le collisioni accidentali ma anche a ridurre i livelli di rumore subacqueo, particolarmente ostile per balene e delfini. L’Istituto Tethys monitora quotidianamente da più di 30 anni il tratto di mare al largo della Liguria raccogliendo, anche grazie a un progetto di «citizen science» che coinvolge ogni anno centinaia di volontari, serie di dati utili a confermare lo stato di salute delle popolazioni di cetacei.