Corriere della Sera, 16 luglio 2026
Patto sui droni tra Kiev e Bruxelles. Che però non vara le nuove sanzioni
Contraddizioni dell’Unione europea. Nel giorno in cui a Kiev la presidente della Commissione Ursula von der Leyen veniva insignita dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky dell’Ordine d’Europa, la prima leader a riceverlo, a Bruxelles i 27 Stati membri non riuscivano a mettersi d’accordo sul 21esimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, già alleggerito su richiesta di diversi Paesi.
I negoziati proseguiranno nei prossimi giorni. Il tetto al prezzo del petrolio russo sarà mantenuto al livello attuale di 44,10 dollari al barile fino al 23 luglio (ieri sarebbe dovuto scattare o l’aumento o il congelamento) per dare più tempo alle capitali di lavorare sulle misure del pacchetto, incluse le implicazioni economiche e tecniche. Il nodo da sciogliere riguarda la richiesta della Grecia di eliminare il divieto di prestazione di servizi in relazione all’esportazione di Gnl russo verso Paesi terzi. Atene chiede una deroga. Von der Leyen si è detta «fiduciosa» sul fatto che si troverà un «compromesso».
Durante il punto stampa con Zelensky sono scattati gli allarmi missilistici e von der Leyen è corsa nel rifugio antiaereo: «Questa è l’esperienza quotidiana del popolo ucraino a causa della guerra di Putin. La loro determinazione non vacilla e nemmeno il nostro sostegno», ha scritto su X la capo portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho.
Von der Leyen e Zelensky hanno annunciato una partnership in materia di difesa che ha al centro un nuovo accordo sui droni – «Drone Deal» – sulla scia della Coalizione sui sistemi anti-aerei nata lunedì a Parigi, a margine del vertice dei Volenterosi. Si tratta di una cooperazione che si baserà su joint venture, con trasferimenti mirati di tecnologia, competenze e investimenti in settori dual use in Ucraina. Vi parteciperà anche l’italiana Fincantieri, unica azienda del settore navale tra le aziende Ue. Bruxelles e Kiev hanno concordato di promuovere, entro la fine del 2026, la produzione congiunta di droni e sistemi anti-drone e di estendere la cooperazione alla produzione di missili antibalistici entro il 2028. La Commissione ieri ha stanziato un miliardo di euro per l’acquisto di droni che si aggiunge ai 3,9 miliardi erogati il 30 giugno, parte della tranche da 6 miliardi nell’ambito del prestito da 90 miliardi. A settembre si terrà a Bruxelles un primo incontro dei membri fondatori. Secondo il Financial Times, Kiev ha ottenuto dalla Commissione una deroga al «buy European» legato al prestito da 90 miliardi per acquistare componenti per droni dalla Cina, a dimostrazione che l’industria europea non ha ancora le capacità per soddisfare le richieste di Kiev. Le condizioni del prestito Ue vincolano Kiev ad acquistare prodotti per la difesa che provengono dai Ventisette, dall’Ucraina o da partner approvati, come il Canada. La Commissione ha inoltre annunciato un ulteriore piano da dieci miliardi da destinare a droni, missili e aerei da combattimento.
«Sono onorata», ha detto von der Leyen nel ricevere l’onorificenza Ordine d’Europa, che può essere conferita a cittadini ucraini e stranieri per eccezionali servizi personali a sostegno del percorso strategico dell’Ucraina verso la piena adesione all’Ue. «Cara Ursula, hai sempre creduto in noi. Grazie mille per percorrere questo percorso assieme», ha detto Zelensky.