Il Messaggero, 15 luglio 2026
Salario minimo, il caso Washington: ondata di fallimenti dopo l’aumento
L’aumento del salario minimo per i lavoratori del mondo della ristorazione torna al centro della scena politica a Washington D.C. e il Washington Post prende posizione, contestando le politiche che hanno portato agli adeguamenti automatici per legge.
La scorsa estate, un’ondata di fallimenti e chiusure di attività in tutta la capitale Usa aveva spinto il Consiglio del Distretto di Columbia a mettere in pausa l’adeguamento. Il meccanismo è in vigore dal 2022, quando i cittadini votarono a favore della cosiddetta “Iniziativa 82”, che prevede l’aumento graduale della paga oraria minima di base che i datori di lavoro devono versare per legge ai lavoratori che ricevono regolarmente mance, come camerieri, baristi e parrucchieri fino a raggiungere, entro il 2027, gli standard salariali del resto della città. Nel frattempo, dall’introduzione della norma, il mondo dei ristoranti e delle caffetterie ha conosciuto un’ondata di chiusure e fallimenti. I proprietari imputano la crisi agli effetti dell’Iniziativa 82, cui si sono sommati gli aumenti dei prezzi alimentari e i cambi di abitudini dei consumatori.
Il dibattito è tornato alla ribalta perché la pausa prevista lo scorso anno è scaduta. Dal primo luglio scorso, per i lavoratori della ristorazione il salario minimo è salito da 10 a 10,30 dollari; per gli altri lavoratori, in tutta Washington D.C., è passato da 17,95 a 18,40 dollari.
Nel frattempo, sottolinea un editoriale del Post, lo stop agli aumenti ha frenato il boom dei fallimenti. Nella prima metà dello scorso anno è stato raggiunto il picco, con oltre 50 chiusure di attività; nei primi sei mesi del 2026, con la moratoria, il numero è crollato a 32 saracinesche abbassate definitivamente. Di contro, il numero dei nuovi locali aperti si è mantenuto costante, attorno ai 60.
«Quando impareranno i sostenitori degli aumenti del salario minimo che le loro politiche hanno conseguenze diverse da quelle idealistiche che desiderano? I politici democratici in tutto il Paese stanno abbracciando proposte sul salario minimo sempre più irrealizzabili», si chiedono gli editorialisti del quotidiano che svelò il Watergate, oggi di proprietà di Jeff Bezos. «L’esperienza di Washington D.C., tra le tante, dimostra che queste misure colpirebbero duramente le imprese e finirebbero per danneggiare i lavoratori», aggiungono. «Eppure, gli elettori sembrano avere il desiderio di ripetere all’infinito questo sfortunato esperimento su se stessi».
Il riferimento è a una prossima iniziativa legislativa sulla quale i cittadini del District of Columbia potrebbero essere chiamati a votare per portare il salario minimo a 25 dollari.
Nel frattempo, la politica ha frenato sull’impostazione iniziale: gli aumenti sulla paga oraria minima di base per camerieri e baristi saranno ancora più graduali e andranno avanti fino al 2034.