lastampa.it, 15 luglio 2026
Pugno duro di Leone contro gli abusi, rimosso il vescovo Santarsiero in Perù
Da ex ministro dei Vescovi Robert Francis Prevost conosce meglio di chiunque altro i dossier sulle condotte dell’intero episcopato. Come ex vicepresidente dei presuli peruviani ha specificamente il polso della situazione nella sua patria di adozione dove progetta di tornare in autunno per il viaggio più atteso del pontificato.
Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Huacho, in Perù, presentata da monsignor Antonio Santarsiero Rosa, vescovo originario della provincia di Potenza denunciato da un ex seminarista e da un prete per presunti abusi. Nell’aprile scorso, la Conferenza episcopale peruviana ha rimosso il presule dall’incarico di segretario generale (in pratica numero due dell’episcopato del Perù) durante le indagini. Monsignor Antonio Santarsiero Rosa ha sempre negato ogni addebito. Le denunce sono state formalizzate tramite lettera alla nunziatura apostolica a Lima e da lì sono arrivate in Vaticano. Le accuse vanno dall’abuso sessuale alla violenza psicologica alla manipolazione. Dopo le dimissioni dalla segreteria generale dell’episcopato peruviano, il vescovo ha continuato a rimanere al suo posto come capo della diocesi locale. Oggi la decisione del Papa che ha accolto le dimissioni, rimuovendo il vescovo anche dall’incarico diocesano.
Riforma
Un mese fa Robert Francis Prevost ha appena rafforzato nella forma e nella sostanza l’impegno della Chiesa per la protezione dei minori e delle persone vulnerabili. E così ha approvato, in via sperimentale per tre anni, il nuovo Statuto della Pontificia Commissione per la tutela dei minori così far fronte in modo più efficace alla complessa questione degli abusi in ambito ecclesiale. Avendo la conoscenza diretta del fenomeno come prefetto dei Vescovi, Leone ha quindi messo mano alla nuova costituzione interna dell’organismo vaticano istituito presso il Dicastero per la dottrina della fede per “garantire che la tutela sia pienamente integrata nella vita e nelle strutture della Chiesa”.
Linee guida
Il Papa dispone le “opportune iniziative” per la salvaguardia delle persone vulnerabili “dagli abusi sessuali e da altre forme di abuso ad essi connesse”. Attraverso “sistemi stabili e accessibili per la presentazione delle segnalazioni di abusi” nelle diocesi e la creazione di “centri nei quali le vittime siano trattate con dignità e rispetto”. In queste strutture i sopravvissuti dovranno ricevere accoglienza e ascolto tramite specifici servizi, assistenza spirituale, psicologica e medica. Il rapporto annuale sulle politiche di tutela nella Chiesa verrà sottoposto al Papa. Il presidente della Commissione anti-abusi, nominato dal Pontefice, riferisce personalmente a lui anche su ostacoli, resistenze e opacità negli episcopati e nei dicasteri vaticani.
Prevenzione e lotta
Leone XIV ha messo al primo posto del proprio Magistero la prevenzione e lotta alla piaga degli abusi. Una battaglia da lui definita “dimensione costitutiva della missione della Chiesa” e “non un compito facoltativo”. A Madrid ha incontrato sei sopravvissuti agli abusi insieme a chi si occupa del loro accompagnamento pastorale. Il Rescritto “Ex Audientia Sanctissimi pubblicato”, a firma del cardinale Pietro Parolin, mette nero su bianco il mandato, la struttura e il metodo di lavoro dell’istituzione, per una operatività più efficiente. “Gli statuti rappresentano un passo importante nell’approfondimento della nostra responsabilità condivisa di proteggere e prenderci cura dei più vulnerabili – afferma il presidente della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, l’arcivescovo Thibault Verny –. Riflettono l’ascolto delle vittime e dei sopravvissuti, degli esperti nel campo della tutela e dell’esperienza delle Chiese locali, riaffermando che la salvaguardia rimane una priorità centrale”.