repubblica.it, 15 luglio 2026
La pazza estate del coccodrillo a Masiano (Pistoia)
Il coccodrillo come fa? Bisogna chiederlo a chi vive a Masiano. È una frazione a sud di Pistoia, un gruppo di case tra la chiesa, il circolo e un laghetto dove, negli ultimi giorni, sono arrivati un esploratore francese e dei giornalisti del Times. È proprio il laghetto a attirare l’attenzione dei pistoiesi, così come degli italiani e della stampa internazionale.
C’è una foto che circola nelle chat di Pistoia e dintorni: si vede un coccodrillo, o comunque qualcosa che gli somiglia, spuntare dalle acque del lago di Masiano. È una foto vera? Qualche buontempone si è divertito a usare l’AI per fare uno scherzo? Non c’è nessuno che lo sa, ma qualcuno sta provando a scoprire di più sulla vicenda. E anche dall’autorevole stampa inglese sono arrivati a Masiano per sapere se il coccodrillo c’è o no.
Riavvolgiamo il nastro. È metà maggio, mentre Pistoia si prepara alle elezioni, nella piccola Masiano un cittadino chiama le forze dell’ordine: ha appena visto la sagoma di un grosso rettile, presumibilmente un coccodrillo, all’interno di un laghetto artificiale. Giungono sul posto carabinieri forestali e vigili del fuoco, iniziano tutti gli accertamenti. Non c’è nessun esito, ma l’area viene delimitata. Quando sembra che la notizia possa svanire nel nulla, ecco che iniziano a circolare le foto. C’è chi le prende per vere e viene assalito dalla psicosi, c’è anche chi le trasforma in meme e avvolge di pungente ironia una situazione particolare. Le ricerche, però, vanno avanti.
Passano i giorni e del coccodrillo non c’è traccia, il laghetto diventa leggenda e la vicenda varca i confini toscani, se ne occupano giornali e tg di tutta Italia, proprio nel periodo in cui vanno di moda i pavoni romagnoli di Punta Marina. Si pensa a qualcuno che, illegalmente o in maniera incosciente, può aver portato in Italia un coccodrillo, poi sfuggito e finito nel laghetto o in un canale vicino.
Poi arriva Ace Ventura, come ironizzano gli utenti sui social. È Olivier Behra, francese, 63 anni, esploratore esperto di coccodrilli, viene chiamato dalla società proprietaria del vivaio su cui si affaccia il laghetto artificiale. È uno che i coccodrilli li va a stanare in Madagascar, non in riva al torrente Stella. Rimane due-tre giorni a inizio luglio a Pistoia: si parla di mappature del lago, di torce puntate sull’acqua, di gabbie metalliche da quattro metri per catturare il rettile. Behra poi torna in Francia, da dove pubblica un lungo post su Facebook.
«Sebbene non sia riuscito a osservarlo direttamente, dalle fotografie si vede che l’animale supera di poco il metro e mezzo di lunghezza. Questo significa che gli serviranno ancora una ventina d’anni prima di rappresentare un reale pericolo (tranne, naturalmente, per chi tenterà di catturarlo)» sono le poche parole sullo pseudo-coccodrillo da parte di Behra. L’esploratore sposta l’attenzione su altre specie invasive come «tartarughe e numerosi gamberi d’acqua dolce alloctoni», ma nemmeno lui vede il coccodrillo della discordia.
Finita qua? Macché. A metà luglio ancora il coccodrillo è l’argomento del giorno a Masiano, Pistoia e, evidentemente, a Londra. Due giornalisti del Times, corrispondenti in Italia del celebre quotidiano londinese, hanno fatto visita a Masiano perché la storia ha incuriosito il giornale della City. Hanno trascorso qualche ora vicino al laghetto e fatto un giro per la frazione, per poi confrontarsi con i colleghi de La Nazione, che ha seguito il caso fin dalla prima ora. Nelle ultime ore ha fatto un video divertente a Masiano anche Davide Damiani, conduttore radiofonico e content creator, peraltro originario di Pistoia.
Il coccodrillo di Masiano, ammesso che esista davvero, è già la star dell’estate toscana. Da una parte le autorità hanno bocche cucite sulla vicenda, dall’altra le ricerche non stanno portando da nessuna parte. Sta di fatto che a Masiano hanno colto la palla al balzo: c’è chi ha iniziato a servire bevande che richiamano il nome del coccodrillo, chi ha chiamato la propria squadra “I coccodrilli” e molto altro ancora. L’unica cosa certa è che da quel giorno di maggio nessuno lo ha più visto davvero.