repubblica.it, 15 luglio 2026
Un e-wallet per patente e carta d’identità che vale in Ue. Zangrillo: “Operativo dal 2027”
In arrivo un nuovo “portafoglio elettronico”, un e-wallet di rilevanza europea che «ci libererà dall’esigenza di portarci dietro i documenti cartacei», ha spiegato il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, a margine di un evento dedicato alla formazione dei dipendenti pubblici, a consuntivo del Pnrr.
Non si tratta di un differente uso della app Io, ha detto Zangrillo, quanto di «un’evoluzione dello Spid, una sorta di portafoglio elettronico europeo, che ci consentirà di girare per l’Europa con la disponibilità di tutti i documenti che servono per una libera circolazione all’interno dei Paesi Schengen». Dalla carta d’identità al passaporto fino alla patente, tutto quello che serve per viaggiare nei paesi Schengen e che l’App Io non permetteva. Una forte semplificazione, sottolinea il ministro.
Quanto all’entrata in vigore di questo nuovo e-wallet, «non sono io quello che può dire con certezza quali sono i tempi, perché ci sta lavorando soprattutto l’Agid», afferma Zangrillo, aggiungendo che i lavori stanno andando avanti «già da molto tempo, per cui penso che il 2027 potrebbe essere l’anno giusto per renderlo operativo».
La formazione: risultati raggiunti ma serve valutazione
Nel corso dell’evento organizzato dal dipartimento della Funzione Pubblica a Palazzo Wedeking si è fatto il punto sulla formazione dei dipendenti, oggetto di una specifica misura del Pnrr. Secondo i dati aggiornati al 30 giugno sulla piattaforma Syllabus sono stati messi a disposizione degli utenti 157 corsi, e sono stati abilitati 1,2 milioni di dipendenti (oltre un terzo del totale).
La direttiva sulla formazione ha dato molto impulso ai dipendenti e alle amministrazioni: hanno programmato iniziative il 92,7% delle amministrazioni. Tuttavia, ha rilevato, nel presentare i risultati, Paolo Vicchiarello, Capo dipartimento della Funzione Pubblica, a effettuare la rilevazione dei partecipanti sono l’81,9% delle amministrazioni. Molte di meno (22,6%) valutano i risultati individuali, e i risultati organizzativi (18,5%).
E quindi c’è ancora un ampio margine di miglioramento: «La formazione è ormai considerata la naturale leva di sviluppo – conclude il dirigente – il tema ora non è più semplicemente attuarla, ma monitorarla, misurarla e valutarne gli effetti».