la Repubblica, 15 luglio 2026
Comprare, bluffare, fallire: Monopoly sarà un reality
C’è qualcosa di profondamente americano nell’idea che un gioco da tavolo possa diventare un luogo fisico e che i suoi giocatori possano trasformarsi nei protagonisti di una storia vera. In nessun altro Paese un tabellone di cartone si trasformerebbe con tanta naturalezza in una città, e le pedine in persone in carne e ossa che negoziano, rischiano, costruiscono fortune e finiscono in bancarotta davanti alle telecamere.
Il Monopoly, nato negli anni della Grande depressione da un’idea che voleva denunciare i pericoli dei monopoli e dell’accumulazione della ricchezza (e pubblicato in Italia nel ’36 con il nome Monopoli) è finito per celebrare ciò che avrebbe dovuto mettere in discussione. Per quasi un secolo ha insegnato a generazioni di americani che comprare è meglio che affittare, possedere meglio che condividere e che, alla fine, qualcuno rimane sempre solo sul tavolo mentre tutti gli altri vengono eliminati. I reality e i contest hanno seguito una strada tracciata quasi un secolo fa.
Ora Netflix porta quella metafora alle sue estreme conseguenze. La piattaforma streaming ha dato il via libera a una competizione, che debutterà nel 2027 e vedrà dodici concorrenti sfidarsi per un premio finale di due milioni di dollari. Non ci sono più caselle da percorrere con un ditale o una scarpa di metallo, ma una città costruita a misura d’uomo. Le regole sono le stesse: comprare, trattare, bluffare, sopravvivere. Solo che questa volta il gioco si confonde con la realtà.
Ecco come Netflix descrive il format: “In una Monopoly Town Square a grandezza naturale, completamente ricreata, dodici giocatori partiranno tutti sullo stesso piano. Ma l’uguaglianza durerà poco. Per sopravvivere, i concorrenti dovranno accumulare tutto, oppure perdere ogni cosa. Ogni trattativa, ogni decisione e ogni lancio di dadi potrebbero fare la differenza tra costruire un impero e finire direttamente in prigione. Uno dopo l’altro, i giocatori in bancarotta verranno eliminati, finché ne resterà soltanto uno, che si aggiudicherà l’intero montepremi”.
La serie è prodotta da Gabriel Marano e Zachary Edwin per Hasbro Entertainment, che fa capo alla compagnia di giochi e giocattoli Hasbro, e da Nia Yemoh, Tim Harcourt, Jack Burgess, Stephen Lambert e Kim Murphy per Studio Lambert. Netflix ha già aperto i casting per selezionare i futuri concorrenti. È la promessa americana portata all’ennesima potenza. L’idea che ogni esperienza possa trasformarsi in show, ogni marchio in universo narrativo, ogni sogno in format televisivo.
L’America continua a reinventare se stessa facendo ciò che sa fare meglio: prendere un oggetto familiare e trasformarlo in evento, racconto, business, e renderlo, naturalmente, un po’ spietato. In fondo il Monopoly non è mai stato soltanto un passatempo, ma negli Stati Uniti un racconto sull’America. Netflix ha deciso di togliere il coperchio della scatola e invitare il pubblico a entrare.