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 2026  luglio 15 Mercoledì calendario

Warsh al Congresso: “Tolleranza zero contro l’inflazione e politica fuori dalla banca centrale”

L’inflazione americana frena, dando in teoria spazio alla Federal Reserve per evitare di tornare ad alzare i tassi di interesse, secondo i desideri di Donald Trump. In teoria, perché nel frattempo lo stesso presidente ha annunciato al Congresso che la guerra in Iran è ripresa, con il rischio di provocare una nuova impennata del costo del petrolio, della benzina e quindi dei prezzi al dettaglio. Perciò il nuovo capo della banca centrale statunitense, Kevin Warsh, testimoniando ieri al Congresso, si è mantenuto prudente, dicendo che la Fed «non ha tolleranza per l’inflazione elevata in maniera persistente».
Come intende centrare questo risultato è un altro discorso, però lo stesso Warsh ha preferito evitare di scendere nei dettagli, perché la sua linea è quella di parlare – e soprattutto prevedere – il meno possibile.
I prezzi tra maggio e giugno sono scesi dello 0,4 per cento, il calo più significativo degli ultimi quattro anni, secondo i dati pubblicati ieri dal dipartimento al Lavoro. Ancora meglio è andata su base annuale, dove la riduzione è stata dal 4,2 al 3,5 per cento, numeri migliori rispetto alle aspettative della maggior parte degli economisti. Il dato core, ossia quello che esclude le categorie dei beni più volatili come cibo e energia, sempre guardato con grande attenzione dalla Federal Reserve, è aumentato di 2,6 punti percentuali, anche questo in calo rispetto al 2,9 per cento registrato nel mese precedente.
Sono numeri che danno respiro all’economia americana, ai consumatori e anche alla banca centrale, in vista del suo incontro del 28 e 29 luglio, perché rendono meno necessario o probabile un rialzo del costo del denaro. Il problema è che il calo dell’inflazione, a partire soprattutto da quello dei costi dell’energia, è dipeso in larga parte dall’accordo firmato da Usa e Iran per mettere fine alla guerra che aveva paralizzato lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20 per cento delle forniture globali di petrolio e gas. Trump però ha appena annunciato al Congresso che il conflitto è ripreso, ricreando così il rischio di ritrovarci punto e a capo il mese prossimo.
Warsh lo ha ammesso, rivolgendosi così al Congresso: «Potrebbe esserci qualcuno che guarda ai dati di questa mattina e dice: “Bene, missione compiuta, va tutto a gonfie vele”. Non è la mia opinione».
Il nuovo capo della Fed ha promesso tolleranza zero contro l’inflazione, senza scendere nei dettagli della strategia messa a punto per domarla. Però ha assicurato che manterrà la barra dritta verso questo obiettivo, anche se ciò dovesse esporlo alle stesse critiche che il capo della Casa Bianca aveva riservato al suo predecessore, Jerome Powell: «Le decisioni – ha promesso ancora Warsh – saranno prese sulla base dei dati, anche se Trump dovesse criticarmi». Quindi ha aggiunto: «Il mio obiettivo è che all’interno della Federal Reserve non ci sia politica».