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 2026  luglio 15 Mercoledì calendario

Reintegro per i medici no vax, passa la proposta di FdI

Colpo di spugna per medici e altri operatori radiati nel corso della pandemia. Ieri alla Commissione Affari sociali della Camera è stato approvato un emendamento di Fdi alla legge delega di riforma delle professioni sanitarie, presentato come prima firma da Alice Buonguerrieri, che ha fatto sollevare, oltre alle opposizioni, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici. «Siamo sconcertati, amareggiati e delusi. Ci delegittimano», dice il presidente Filippo Anelli.
L’idea di Buonguerrieri, nota per le sue posizioni critiche nei confronti dei vaccini, è di dare la possibilità di presentare domanda di reiscrizione all’ordine a chi è stato radiato «per fatti non dolosi connessi alla pandemia». Ad esempio a chi ha diffuso teorie antiscientifiche o consigliato cure senza alcuna prova di efficacia ai pazienti. Del resto è difficile provare il dolo in comportamenti del genere, basta che il dottore dica di essere stato in buona fede. I medici, gli infermieri e gli altri operatori della sanità avrebbero 60 giorni di tempo dall’entrata in vigore della legge per fare l’istanza che li fa tornare ad esercitare la loro professione.
Oggi se un Ordine prende un provvedimento disciplinare, l’interessato può fare appello (congelando l’esecutività della decisione) alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie (Cceps). Ebbene, la nuova norma sarebbe applicabile solo a coloro per i quali il ricorso alla Commissione è ancora pendente. Se la radiazione è conseguenza di una condanna penale, la richiesta potrà essere avanzata solo dopo riabilitazione. Il tutto, va ricordato, vale per pochissime persone, almeno per quanto riguarda i medici. Sono pochissimi quelli radiati, meno di dieci, e ancora meno coloro che devono ancora presentarsi davanti alla Commissione.
La prima firmataria dell’emendamento ne fa una questione di libertà: «Hanno chiuso in casa gli italiani – dice Buonguerrieri – hanno fatto abbassare le serrande di migliaia di attività, hanno compresso libertà costituzionali, hanno imposto un vaccino a tutta la popolazione nonostante si sapesse che non impediva il contagio e che poteva avere effetti avversi. E oggi vogliono continuare una assurda caccia alle streghe fuori tempo massimo contro quei medici, infermieri e operatori sanitari che chiamavano eroi e che poi hanno letteralmente perseguitato». Ma sono proprio i professionisti a protestare più duramente contro l’approvazione del testo. Anelli ribatte dicendo che «aprire una finestra per la reiscrizione immediata dei medici e degli operatori sanitari che hanno diffuso terapie antiscientifiche durante il Covid è una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Siamo un organo sussidiario, abbiamo la delega per le questioni deontologiche e disciplinari, non si può interferire su questa funzione». Anelli ricorda che sono 383 medici e gli odontoiatri «che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare».
I gruppi di Pd, M5S, Avs, Iv, Azione e +Europa hanno fatto una nota congiunta per dire che l’approvazione «è una vergogna senza precedenti. Si riscrive la memoria di una fase drammatica del Paese. Basta usare il Covid per una battaglia politica, legittimando ancora una volta i no vax per puri fini elettorali».