Corriere della Sera, 15 luglio 2026
Se Francia e Spagna fanno scorta di gas siberiano
L’interruzione delle forniture dal Qatar e l’avvicinarsi dell’entrata in vigore del blocco pressoché totale delle importazioni di gas dalla Russia hanno un effetto paradossale. Solo il mese scorso, gli acquisti di gas naturale liquefatto (Gnl) siberiano nell’Unione europea sono stati del 14% superiori al livello di un anno prima, con un’impennata degli acquisti francesi del 34% rispetto a maggio. Le stime sono del centro studi Crea di Helsinki, secondo il quale comunque la Russia non sta riuscendo a monetizzare in maniera decisiva l’aumento dei prezzi delle fonti fossili a causa della guerra nel Golfo. Il mese scorso i volumi di export di gas, petrolio e carbone russi sono cresciuti sì del 14% rispetto al mese precedente, ma le entrate sono comunque scese dell’8%. La ragione è semplice: i prodotti russi vanno sul mercato, a causa delle sanzioni, molto al di sotto dei prezzi internazionali.
Resta comunque l’interesse europeo a comprare gas naturale liquefatto russo, mentre le metaniere del Qatar sono quasi ferme e le esigenze di ricostruire gli stoccaggi in vista dell’inverno si fanno impellenti. L’aumento dell’import europeo di Gnl russo è stato del 18% nei primi sei mesi del 2026 rispetto a un anno fa. I primi Paesi importatori sono Francia, Belgio e Spagna, quelli cioè con grandi capacità di rigassificazione nel Mare del Nord o nel Mediterraneo. La società russa che vende, Novatek, è partecipata al 19,4% dalla francese TotalEnergies. Ma molto del gas che arriva dei porti di Francia e Belgio viene consumato in Germania.