Corriere della Sera, 15 luglio 2026
Il regalo di Bibi agli ortodossi: niente leva
Alla fine è successo. A pochi giorni dal suo scioglimento in vista delle elezioni del 27 ottobre, la Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato due disegni di legge che di fatto escludono l’arresto e le sanzioni per gli ultraortodossi renitenti alla leva e quindi li invitano a nozze nel non arruolarsi. Sono gli studenti delle yeshiva, le scuole dove si studia la Torah. Si stima che siano circa 80.000, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, idonei al servizio militare ma che non hanno mai visto una divisa. La «salvezza» dei ragazzi delle yeshiva (la legge contiene una «clausola di scadenza» e avrà effetto per circa 7 mesi, poi si vedrà) era la grande richiesta dei partiti ultraortodossi (haredi) per appoggiare il governo di Netanyahu. E adesso che il mandato del premier è arrivato al finale e lui ha annunciato di volersi ricandidare, la decisione sulla sorte dei renitenti alla leva vale per il futuro: non ti appoggeremo se non saranno congelati gli arresti. Quindi, ecco fatto. Prima votazione (domenica) per dichiarare lo studio della Torah «valore fondamentale» del popolo ebraico e dello Stato di Israele. Secondo passaggio (ieri) per sospendere arresti e procedimenti in corso. Netanyahu non era presente al voto, è arrivato in Aula accolto dall’opposizione con «vergona» e «vattene». Infuriate anche le famiglie dei caduti, dei veterani, dei rapiti del 7 ottobre e molto critico persino il capo di stato maggiore Eyal Zamir, che ha definito la legge «inconcepibile», dopo aver avvisato i ministri che l’esercito «collasserà su se stesso» se non riceverà rinforzi. Dovrebbero arrivare, appunto, dagli arruolati ultraortodossi: dati i fronti di guerra aperti, all’esercito israeliano servirebbero «urgentemente» almeno 12.000 reclute.