il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2026
Epstein minacciava il governo di Londra
Dagli Epstein files arrivano nuove rivelazioni che legano i massimi potenti di Wall Street alla rete di influenza e ricatti del finanziere pedofilo morto in un carcere federale a Manhattan il 10 agosto 2019: le pressioni di Epstein arrivavano sino al cuore di Londra. Nel 2009, durante la crisi finanziaria dei mutui subprime, il governo britannico propose una tassa del 50% sui bonus dei banchieri superiori a 25mila sterline. I file ora svelano che Epstein, l’ad di Jp Morgan Jamie Dimon e l’ex politico britannico Peter Mandelson erano molto più vicini di quanto noto, con legami finanziari e di lobbying sinora smentiti anche sotto giuramento da Dimon. Durante il dibattito sulla tassa straordinaria sui bonus bancari nel 2009, dalle email emerge che Mandelson (all’epoca numero due del governo laburista britannico retto da Gordon Brown) consigliò a Epstein di far sì che Dimon “minacciasse leggermente” l’allora Cancelliere dello Scacchiere di Londra (il ministro delle Finanze) Alistair Darling perché ritirasse l’imposta. In uno scambio del dicembre 2009, Epstein chiese esplicitamente se “Jamie” (Dimon) dovesse chiamare Darling. La risposta di Mandelson fu perentoria: “Sì, e minacciarlo leggermente”. Una settimana dopo, Dimon chiamò Darling, mostrandosi “molto, molto arrabbiato”, minacciando di bloccare l’investimento per il nuovo quartier generale della banca a Londra e di far smettere a Jp Morgan di acquistare titoli di Stato britannici.
Jeffrey Epstein è stato un cliente privato di Jp Morgan dal 1998 fino al 2013. Dimon nel 2023 ha dichiarato sotto giuramento di non aver mai incontrato Epstein, di non averlo mai contattato e di non aver saputo del suo conto nella banca fino al suo arresto nel 2019. Jp Morgan ha inoltre ribadito che Dimon non ha mai preso consigli o direttive da Epstein. Nel 2000 però il finanziere pedofilo conobbe Jes Staley, dirigente di Jp Morgan che divenne capo della divisione di Private Banking di Jp Morgan. Nel 2009 Staley fu promosso alla guida dell’intera divisione di Investment Banking. Le email tra Epstein e Staley accennano a tentativi di organizzare incontri “riservati” nella villa del pedofilo a Manhattan e un “appuntamento serale” con Dimon previsto per il febbraio 2010. Questi legami hanno spinto la senatrice democratica Elizabeth Warren a inviare una lettera a Dimon chiedendo chiarimenti formali. Al centro della vicenda c’è Mandelson, soprannominato il “Principe delle Tenebre”, che avrebbe usato la sua posizione per favorire gli interessi finanziari coordinati da Epstein. Mandelson passava informazioni riservate al finanziere, inclusi dettagli anticipati sul salvataggio europeo della Grecia da 500 miliardi e note sull’economia britannica. Epstein pagò 75.000 dollari a Mandelson come “prestito” per il compagno di quest’ultimo per frequentare una scuola di osteopatia. Travolto dallo scandalo e accusato di aver mentito, lo scorso novembre Mandelson si è dimesso da ambasciatore a Washington e dalla Camera dei Lord nel febbraio 2026. Ora è sotto indagine penale per “cattiva condotta in ufficio pubblico”.