repubblica.it, 14 luglio 2026
Dieci fake news sulle ondate di calore (e perché sono fake)
Si può ancora negare il cambiamento climatico dopo che Londra ha toccato i 35 gradi a maggio, l’Europa ha sperimentato il giugno più caldo della sua storia e mentre l’Italia è investita dalla terza ondata di calore in poche settimane? C’è chi lo fa, con affermazioni, apparentemente di buon senso, che puntano negare, appunto, il problema o quanto meno a sminuire la portata. Ne abbiamo scelte 10 e abbiamo chiesto ad Antonello Pasini, fisico del clima CNR, e direttore scientifico dell’Osservatorio meteorologico Milano Duomo, di spiegare perché sono errate, fuorvianti e non scientifiche.
1 – Fa caldo, ma ci abitueremo.
“Ovviamente dobbiamo adattarci, perché i fenomeni climatici che vediamo adesso li rivedremo anche nei prossimi decenni. Ma è assolutamente importante evitare situazioni ingestibili, cioè scenari futuri del cambiamento climatico tali che sarebbe probabilmente impossibile difendersi. Quindi bisogna pensare all’adattamento da una parte, ma soprattutto alla mitigazione da quell’altra”.
2 – Nella comunità scientifica non c’è accordo su quanto abbiano contribuito gli esseri umani.
“Questa è una stupidaggine. Nella scienza si discute di tutto, ma ci sono alcuni punti fermi e uno di questi è l’origine antropica della crisi climatica. Abbiamo mostrato con due modelli completamente diversi e assolutamente indipendenti indipendenti che viene fuori la stessa cosa, cioè che la colpa è la nostra, insomma. Non c’è spazio per dubbi dal punto di vista delle cause, dalla rivoluzione industriale in poi”.
3 – Il clima della Terra è sempre cambiato.
“È vero, ma questo è un fenomeno molto diverso dal passato. Per esempio è ubiquitario. Quando si parla di Annibale che ha passato le Alpi sugli elefanti, lo sappiamo bene che quell’epoca era abbastanza caldo in Europa e sulle Alpi. Ma era una cosa circoscritta geograficamente. Oggi l’innalzamento delle temperature riguarda tutto il Pianeta”.
4 – Le ondate di calore sono innescate da fenomeni naturali ciclici. Come per esempio El Nino.
“Non è così. Immaginiamo di essere su una scala mobile che sale. Se c’è El Niño ci fa andare su di un gradino, se invece c’è La Niña scendiamo di uno. Ma comunque andiamo verso l’alto, perché è il contributo antropico al riscaldamento globale che determina il la tendenza”.
5 – Il surriscaldamento dipende dall’attività solare e dall’avvicinamento della Terra alla nostra stella.
“È falso. Nel momento in cui la temperatura è partita per la tangente, negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, il contributo di energia che ci è arrivata dal Sole non è aumentato, ma è addirittura diminuito”.
6 – Le ondate di calore ci sono sempre state, lo ricordano i nostri genitori e i nostri nonni.
“I più anziani ricorderanno il colonnello Bernacca, che ogni tanto in estate diceva ‘Attenzione, domani nelle città italiane si potranno raggiungere i 32°’. Magari adesso fosse così. Nel Mediterraneo è cambiata la circolazione, cioè non abbiamo più l’anticiclone delle Azzorre ma gli anticicloni africani che sono molto più forti”.
7 – Ci sono troppi pochi dati per poter attribuire i cambiamenti climatici alle attività umane.
“Dalla metà dell’Ottocento abbiamo dati con una risoluzione abbastanza buona per poter fare delle medie annuali. E si vedono bene gli andamenti: in particolare dagli anni Sessanta-Settanta in poi c’è stato lo stacco e l’aumento di 2 decimi di grado a decade. L’ultimo studio a cui ho partecipato evidenzia che dal 2013-2014 c’è stato un raddoppio della rapidità di aumento delle temperature”.
8 – Due gradi in più non sono tanti. Anzi, potrebbe anche essere piacevole.
“Quella è l’innalzamento della temperatura media globale. Poi bisogna vedere cosa succede a livello locale. L’Europa, per esempio si riscalda il doppio: quindi se il mondo si riscalda di 1 grado e mezzo, il nostro continente si riscalda di 3. Ma poi ci sono gli eventi estremi e le loro conseguenze sugli ecosistemi e sugli esseri umani: siccità, incendi, alluvioni, con ricadute sociali ed economiche, dall’agricoltura alle migrazioni”.
9 – Più CO2 in atmosfera sul dire vegetazione più rigogliosa e quindi agricoltura più redditizia.
“È vero, con la CO2 le piantine, crescono di più. Però se alle radici manca l’acqua, o se quella poca acqua che c’è evapora dai suoli o evapotraspira dalle piante perché fa troppo caldo, la CO2 non serve. Se si dovesse deghiacciare il permafrost, la Siberia potrebbe diventare una zona agricola, solo che nel frattempo crollerebbero tutte le abitazioni e le infrastrutture che ci sono. E verrebbe immesso in atmosfera una quantità esagerata di metano, potentissimo gas serra”.
10 – Gli esseri umani sono ben poca cosa rispetto alla natura: non possono incidere né in una direzione né nell’altra
“Purtroppo non è così. Siamo la specie più invasiva che ci sia mai stata sulla Terra. Dalla rivoluzione industriale in poi abbiamo fatto aumentare la CO2 in atmosfera. Al 75% le nostre emissioni sono dovute all’uso di combustibili fossili, il restante 25% è legato alla deforestazione e all’agricoltura non sostenibile. Però aver scoperto che il riscaldamento globale è di origine antropica non è una sciagura, ma è anzi una buona notizia: perché così possiamo agire sulle cause. Se non dipendesse da noi potremmo difenderci”