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 2026  luglio 14 Martedì calendario

A Gibilterra cade l’ultimo muro, via le recinzioni con la Spagna

Dopo 118 anni il confine terrestre di Gibilterra con l’Europa scomparirà per sempre. È la più grande rivoluzione per la “Rocca”, da quando la Spagna la cedette alla Gran Bretagna con Trattato di Utrecht del 1713, nove anni dopo la conquista da parte di una flotta anglo-olandese durante la Guerra di successione spagnola. Ed è un altro accordo, tra Regno Unito e Unione Europea, a mettere una pezza ai danni della Brexit. Lo ribadisce al Telegraph il primo ministro di Gibilterra da 14 anni, Fabian Picardo: «La Brexit», cui si è opposto il 95,9% degli abitanti locali al referendum 2016, «è stato il peggior atto di autolesionismo che il Regno Unito abbia inflitto a sé stesso dalla Seconda guerra mondiale. Auspico che Londra torni presto nella Ue».
La soluzione ricorda quella tra Irlanda del Nord e Repubblica di Irlanda. Dopo l’uscita del Regno Unito dall’Ue, è finita anche la libera circolazione tra i due blocchi. Dunque, Gibilterra, mosaico di culture e patria della lingua locale llanito, non fa più parte del mercato unico europeo. E i suoi 40mila abitanti – oltre a 15mila lavoratori frontalieri – negli ultimi anni sono stati sottoposti a continui controlli alla frontiera per entrare in Spagna – e viceversa – oltre la cosiddetta Línea de la Concepción.
Ora, invece, lo storico accordo ridisegna uno dei confini più antichi d’Europa, pur senza risolvere una disputa altrettanto longeva: la Spagna continua a reclamare Gibilterra, ma i suoi abitanti hanno sempre respinto le avances con referendum plebliscitari e Londra non vuole mollare un avamposto così strategico. L’intesa, sub judice del Parlamento europeo, sarà firmata oggi a Bruxelles da Regno Unito e Ue, per poi entrare provvisoriamente in vigore subito dopo la mezzanotte.
Secondo il nuovo sistema, i passeggeri in arrivo all’aeroporto e via mare a Gibilterra effettueranno dapprima i controlli dell’immigrazione gibilterrina e successivamente della polizia spagnola, per conto dell’area Schengen. Ma la vecchia frontiera di 180 metri tra Spagna e territorio britannico, imposta nel 1908 e poi rafforzata dal blocco totale dal generale fascista Franco nel 1969, svanirà. Pedoni e veicoli della terraferma potranno transitare senza problemi.
Insomma, Gibilterra entrerà ufficiosamente in Schengen. Resta la limitazione per i cittadini britannici non residenti in Ue di poter rimanere soltanto 90 giorni su 180 sul suolo europeo, e viceversa. Ma, come già accade sull’isola di Irlanda, chi controllerà davvero? Molti a Gibilterra temono di perdere la propria identità e di essere “invasi” da milioni di cittadini Ue. «Ci sentiremo un po’ più europei», dice l’agente immobiliare Mike Nicholls all’Independent, «ma persone poco raccomandabili potranno entrare più facilmente. Qui spesso non chiudiamo nemmeno la porta di casa…».
Al posto degli attuali dazi all’importazione, tra lo 0 e il 12 per cento, sarà applicata un’aliquota fissa del 15 per cento. Alcol, tabacco e altri prodotti diventeranno più costosi. Il rischio è che molti gibilterrini decidano di andare a fare la spesa in Spagna. Ma ci penseremo dopo. Stasera, prima della mezzanotte, sono attese folle su entrambi i lati del confine per assistere allo storico momento. E cadrà un altro muro in Europa.