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 2026  luglio 14 Martedì calendario

Paola Ferrari parla di sé e attacca di nuovo Diletta Leotta

Le piacerebbe condurre “Chi l’ha visto?” («Ma non me lo chiedono, quindi non mi pongo la domanda, c’è chi è più adatto») ed è convinta che se sulla panchina dell’Italia ci fossero stati Roberto Mancini o Claudio Ranieri, al posto di Rino Gattuso, la nostra Nazionale sarebbe lì con le altre «perché non possiamo dare sempre la colpa ai giocatori. Gattuso non era assolutamente in grado di fare il commissario tecnico. Magari è un buon allenatore, ma sicuramente non è un commissario tecnico». Non è mai stata una che le mandava a dire, Paola Ferrari e anche grazie al suo carattere tosto e al suo stile diretto, ma sempre garbato ed elegante, ogni sera tiene inchiodati davanti agli schermi di Rai 1 milioni di telespettatori, commentando le partite dei Mondiali in compagnia della collega Simona Rolandi e di due grandi del calcio come Paulo Roberto Falcao e Marco Tardelli. «Dopo tanti anni credo, senza falsa modestia, di avere un mio pubblico», ha spiegato la giornalista in una lunga intervista a “Chi”, commentando il successo di ascolti, ma annunciando al contempo che questi saranno i suoi ultimi Mondiali. 
«Fra uno o due anni, vado in pensione e, magari, il prossimo lo seguirò per un podcast, vediamo cosa succederà». Volto storico delle trasmissioni dedicate alla Nazionale italiana, Ferrari ha però rivelato che la sua carriera in Rai non è sempre stata in discesa. «C’è stata in passato una persona che, dalla sera alla mattina, mi ha detto, due settimane prima di una partita della Nazionale, che non avrei più seguito l’Italia. E, dopo che avevo condotto il programma sugli Europei che abbiamo vinto, ha chiamato quaranta giornalisti per seguire i Mondiali e non me. Però ognuno fa le sue scelte. Se sono ancora qui, vuol dire che non mi sono abbattuta». Nemmeno le continue (e ormai stucchevoli) critiche sul suo aspetto fisico l’hanno mai scalfita. «Purtroppo ci sono persone ignoranti che insultano – ha riconosciuto la giornalista –. Penso che ognuno di noi debba rispettare il proprio corpo. Mi curo molto, ci tengo al mio aspetto. Sono molto felice di come sono rispetto a chi pensa che una donna, dopo i 60 anni, sia da buttare». 
Immancabile a questo punto la domanda sulle critiche mosse in passato da lei stessa a Diletta Leotta per l’uso che fa della sua bellezza. «Mi pongo in modo critico verso un certo tipo di donna, relativamente al mondo del calcio – ha puntualizzato Ferrari, pur senza nominare la showgirl – perché noi che, con la professionalità e il sacrificio, siamo riuscite ad abbattere certi pregiudizi, non possiamo stare zitte se poi viene sponsorizzato continuamente un esempio femminile che valorizza o punta esclusivamente sull’attrazione fisica suscitata negli uomini come motivo di interesse. È inutile nascondersi dietro a un dito e dire che noi donne siamo libere, questa è una scusa banale. La libertà e la parità sono tutt’altra cosa. Ho combattuto per valori seri, non per queste stupidaggini». 
Dopo aver raccontato la sua storia d’amore con il principe Alberto di Monaco («ero terrorizzata che qualcuno mi fotografasse, perché non volevo assolutamente che la cosa trapelasse. Lui mi diceva: “Tu sei la mia fidanzata” e io rispondevo: ‘Non dire stupidaggini”. Sto bene dove sono, felice della mia strada»), il discorso è tornato sui Mondiali. Chi li vincerà? «Ho paura che vinca la Francia – ha ammesso la giornalista – e, alla fine, sogno un trionfo dell’Argentina. Così Messi entrerebbe giustamente nella storia come un campione baciato dagli dei».