corriere.it, 14 luglio 2026
Da Miami, dove è iniziata l’indagine dell’Fbi (il Federal bureau of investigation), arrivano fino in Georgia e in istituti di credito sparsi in tutti gli Stati Uniti le tracce e le carte dell’inchiesta su un presunto caso di riciclaggio e frode per quasi 300 milioni di euro che vede al centro la Federcalcio argentina (Afa): l’ipotesi degli investigatori è che quei fondi, destinati al calcio argentino, siano invece finiti in società di comodo e, da lì, dirottati (anche) per l’acquisto di jet e yacht di lusso
Da Miami, dove è iniziata l’indagine dell’Fbi (il Federal bureau of investigation), arrivano fino in Georgia e in istituti di credito sparsi in tutti gli Stati Uniti le tracce e le carte dell’inchiesta su un presunto caso di riciclaggio e frode per quasi 300 milioni di euro che vede al centro la Federcalcio argentina (Afa): l’ipotesi degli investigatori è che quei fondi, destinati al calcio argentino, siano invece finiti in società di comodo e, da lì, dirottati (anche) per l’acquisto di jet e yacht di lusso. Uno scandalo scoppiato proprio durante il Mondiale e alla vigilia della semifinale con l’Inghilterra, in menù domani (15 luglio) ad Atlanta, in Georgia.
Seguendo i quattrini, i federali sono arrivati a una rete di aziende con sede nella contea di Miami-Dade che avrebbero ricevuto versamenti per decine di milioni di dollari, nonostante la mancanza – al momento – di qualsiasi giustificazione commerciale delle transazioni. L’ipotesi investigativa, appunto, è che si tratti di società di comodo, con poco o addirittura nessun personale, zero attività aziendale e, spesso, «uffici virtuali», affittati per 80 dollari al mese.
L’altra ipotesi degli investigatori è che parte dei soldi siano finiti ai principali dirigenti dell’Afa per uso personale. Nel frattempo, il capo della Federcalcio, Claudio Tapia, e il tesoriere, Pablo Toviggino, sono sotto indagine in Argentina per una faccenda di contributi, anche se i due si sono sempre dichiarati estranei ai fatti.
Gli investigatori statunitensi – come rivelato qualche giorno fa dal Miami Herald – hanno già ascoltato alcuni testimoni e, soprattutto, stanno mettendo in fila i fatti. Un mese dopo la vittoria dell’Argentina nella Copa America del 2021, siamo a luglio, Javier Faroni, produttore teatrale argentino senza alcuna esperienza nella gestione sportiva, fonda una società in Florida, la TourProdEnter LLC: da quegli uffici, che fino a poco tempo fa erano ad Aventura, a nord di Miami, non lontano dall’Hard Rock Stadium, nel dicembre Faroni diventa sostanzialmente l’agente commerciale dell’Afa per organizzare e riscuotere i ricavi da operazioni internazionali.
Parliamo – sempre secondo l’ipotesi degli agenti dell’Fbi – di almeno 290 milioni di dollari, depositati nei suoi conti di vari istituti bancari, tra cui Bank of America, Citibank e JP Morgan Chase (tutte banche estranee all’inchiesta). I depositi sono stati effettuati tra novembre 2022 e agosto 2025, con soldi che, nella maggior parte dei casi, arrivano da accordi di sponsorizzazione e ricavi delle partite della Nazionale.
Solitamente, gli incassi vengono distribuiti a tutto il sistema calcistico del Paese, dai club alle accademie, e vengono utilizzati per pagare la Nazionale e le operazioni della Federcalcio, ma qui, la TourProdEnter avrebbe invece effettuato una serie di pagamenti insoliti. Nello specifico, per un totale di almeno 40 milioni di dollari finiti ad altre aziende di Miami. Movimenti sotto la lente dell’Fbi, andati a diverse società tra cui Mafer Trading LLC, Marmasch LLC, Soagu Services LLC, Velp LLC, W Trading LLC, Tronador Import & Export LLC. Molte delle quali indicano come indirizzo un piccolo edificio commerciale a due piani su Ives Dairy Road, a sud-est di Miami Gardens. Nella realtà, in quel palazzo si offrono «uffici virtuali» per 80 dollari al mese.
Altri sei milioni di euro vengono inviati dalla TourProdEnter ad altre tre società – Delker, Inc.; Seriva, Inc.; e Ikane, Inc. – pure queste con indirizzo in «uffici virtuali» in una palazzina di Doral, a due passi dall’aeroporto internazionale di Miami. Sempre TourProdEnter ha trasferito ulteriori 3,5 milioni di dollari a una società uruguaiana che opera in Florida – la Stufer Corporation – il cui unico dirigente sarebbe un socio in affari di Faroni. I due condividerebbero uno stesso indirizzo postale ad Hallandale Beach, riferito ad altre società, registrate a nome di Faroni e di sua moglie. Altri trasferimenti di denaro – sempre da conti della TourProdEnter – sarebbero avvenuti anche tra il 4 aprile 2024 e il 16 aprile 2024; altri ancora, il 3 maggio dello stesso anno.
L’Fbi sta ora seguendo quel filo: il problema sarà scoprire dove porta. Non bastasse, la stampa messicana rivela un altro retroscena, relativo a una presunta amichevole pre-Mondiale (poi saltata) tra il Messico e l’Argentina: la cui federazione, per giocare, avrebbe chiesto un cachet di sei milioni di euro. Da depositare però su tre diversi conti correnti: davanti a questa richiesta – spiegano i giornali locali – il Messico si sarebbe ritirato.