Corriere della Sera, 14 luglio 2026
Caso Widdecombe, dietrofront delle autorità: è stato un atto terroristico
Dietrofront nelle indagini sull’assassinio di Ann Widdecombe, l’anziana ex deputata conservatrice passata poi nelle file della destra populista di Nigel Farage: ora il delitto è stato dichiarato un atto terroristico, contrariamente a quanto sostenuto dalla stessa polizia in un primo momento.
A guidare le indagini è adesso l’Antiterrorismo, dopo che sono emerse «nuove informazioni e prove»: e così il 28enne bianco britannico arrestato la sera di sabato scorso, prima incolpato di semplice omicidio, è stato accusato di preparazione e attuazione di un attentato terroristico. Nella sua informativa di ieri pomeriggio al Parlamento, la ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, ha tuttavia detto che l’uomo non era stato in precedenza segnalato al servizio di prevenzione dell’estremismo.
La confusione nelle informazioni fornite non ha fatto altro che alimentare le speculazioni e le accuse di insabbiamento. Ann Widdecombe è stata uccisa nella sua casa nel Devon poco dopo mezzogiorno di mercoledì e il cadavere scoperto solo nella tarda mattinata di giovedì: ma la notizia della morte è stata diffusa solo venerdì mattina e si è dovuto attendere il pomeriggio per apprendere che in realtà si era trattato di un omicidio. Venerdì c’era stato un primo arresto, ma il sospettato era stato poi rilasciato perché estraneo ai fatti; quindi il secondo arresto, ma la polizia continuava a insistere che non c’era ragione per ritenere il delitto fosse politicamente motivato o ispirato da terrorismo. Fino alla svolta di ieri mattina, che ha capovolto tutto.
Il presunto assassino è partito da Rotherham, nello Yorkshire, a oltre 400 chilometri di distanza: le telecamere a circuito chiuso nella zona vicino alla sua casa lo mostrano salire su un’auto rossa con quella che sembra una grossa mazza. Dopo aver guidato per quattro ore e mezzo, ha barbaramente ucciso la 78enne ed è poi tornato in macchina nella sua abitazione, dove è stato arrestato.
Nigel Farage e gli esponenti del suo partito stanno ora facendo fuoco e fiamme perché sostengono di non essere protetti abbastanza: e ieri la ministra dell’Interno ha proposto un incontro al tribuno della Brexit per discutere della sua protezione.
Farage nelle ultime settimane era finito nel mirino per un donazione non dichiarata di 5 milioni di sterline che, a suo dire, serviva proprio a garantire la sua sicurezza: e quando la scossa settimana si è dimesso da deputato, per ricandidarsi nel suo stesso seggio, ha accusato l’establishment di ignorare le minacce cui sarebbe continuamente esposto. La tragica fine di Ann Widdecombe, oltre che distrarre l’attenzione dallo scandalo delle donazioni, ha ridato fiato alle sue recriminazioni.