ilmessaggero.it, 13 luglio 2026
Fiumicino, sequestrati 216 kg di khat all’aeroporto da Vinci
Un ingente carico di droga è stato scoperto all’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino grazie ai controlli congiunti della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. I militari hanno sequestrato 216 chilogrammi di khat, una sostanza stupefacente ricavata dalla pianta Catha edulis, e denunciato un passeggero di nazionalità israeliana.
L’operazione è stata condotta dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, in servizio presso lo scalo aeroportuale di Fiumicino, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM).
Il viaggiatore, arrivato da Tel Aviv, è stato sottoposto a un controllo mirato da parte dei militari del Gruppo di Fiumicino e del personale ADM dopo aver fornito risposte ritenute vaghe e contraddittorie sulle motivazioni del viaggio e sulle modalità del soggiorno in Italia.
Gli accertamenti sono proseguiti attraverso la scansione radiogena dei bagagli e la successiva apertura dei sette colli da stiva intestati al passeggero. All’interno è stata trovata una consistente quantità di sostanza stupefacente: 216 chilogrammi di catha edulis, composta da mazzetti e arbusti freschi con foglie e germogli.
La sostanza è stata immediatamente sottoposta a sequestro penale. Considerato che il passeggero risultava l’unico intestatario delle etichette bagaglio associate al carico, nei suoi confronti è scattata la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per la violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/1990, relativo alla detenzione e al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
L’attività rientra nel dispositivo permanente di controllo e contrasto ai traffici illeciti internazionali messo in campo dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso le frontiere aeree e marittime italiane. Un’azione finalizzata alla tutela della legalità e alla protezione della salute pubblica.
Si ricorda che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in base al principio della presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata definitivamente solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.