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 2026  luglio 13 Lunedì calendario

Vacanze, i costi nascosti

Per la scelta di un posto, per un trolley, per la modifica della partenza. Ma anche per un check-in serale, un saltafila, una vista panoramica e perfino, per un ingrediente nel piatto di un menù. Benvenuti nell’era dell’extra. Una pratica sempre più diffusa, che propone una tariffa base (il più delle volte, stracciata) per migliorare, via via, l’esperienza del malcapitato cliente con i cosiddetti “servizi ancillari”. Ovvero gli accessori che, poi, tanto accessori non sono più.
Basti pensare che, secondo RimborsoAlVolo società specializzata nell’assistenza ai passeggeri del trasporto aereo, per un bagaglio a mano nella cappelliera (qualcosa che, più o meno, ognuno ha al suo seguito) si possono spendere fino a 75 euro in più (a seconda dell’alta o bassa stagione). Si stima che, da sola, questa voce costi ai viaggiatori in Europa circa 10 miliardi di euro all’anno. E continuerà a essere così almeno fino all’entrata in vigore delle nuove regole europee che prevedono di includerlo gratis nel prezzo del biglietto.
Una recente rilevazione di Altroconsumo, simulando una partenza per queste vacanze estive su 60 voli operati dalle cinque principali low-cost, ha calcolato che per scegliere dove sedersi a bordo ci vogliono, in media, fra sei e 15 euro in più. Ma si può arrivare fino a 32 euro e, per una poltrona più comoda, a 42. Rispetto all’estate 2025, il rincaro più consistente è proprio la scelta del posto standard (in media, il 42% in più).
Secondo il monitoraggio, in molti casi, i servizi aggiuntivi costano più del volo stesso. Una tratta Milano-Barcellona da 16 euro saliva a 29 solo con l’aggiunta del trolley. Un volo Ibiza-Milano Malpensa cresceva da 25 euro a 124, ben cinque volte il prezzo iniziale, per una valigia e la scelta del posto.
«Non è più così facile confrontare le offerte e il conto finale» spiega Eliana Guarnoni, esperta di Altroconsumo che ha curato l’indagine. «Anche le compagnie tradizionali stanno ormai abbracciando il modello, con le tariffe light o superlight e i servizi accessori a parte. Per evitare spiacevoli sorprese, bisogna essere molto attenti a verificare tutto. Fra i diritti dei passeggeri non noti a tutti, per esempio, c’è l’obbligo di assegnare gratuitamente posti vicini a chi viaggia con figli fra i due e i 12 anni».
Resta che i costi “invisibili” di accessori e supplementi sono ormai una variante fissa che fa gonfiare il conto a dismisura. «Il “drip pricing” rappresenta oggi una delle evoluzioni più significative delle strategie di prezzo nel turismo e nei servizi» sottolinea Danilo Zatta, senior equity partner di Implement Counsulting Group.
«Il fenomeno si è intensificato grazie alle piattaforme digitali e ai comparatori online. In un mercato si confrontano decine di offerte in pochi minuti, il prezzo iniziale diventa il fattore di attrazione. Perciò, molte aziende hanno progressivamente spostato una quota crescente dei ricavi dal prezzo base verso servizi aggiuntivi. La strategia è più evidente nel trasporto aereo». Secondo le stime 2024 di IdeaWorksCompany e CarTrawler, i ricavi ancillari delle compagnie aeree hanno raggiunto circa 148,4 miliardi di dollari a livello mondiale (erano 109,5 nel 2019).
Il successo si spiega anche con la disponibilità di tecnologie in grado di personalizzare le offerte e monetizzare singoli servizi con una precisione impensabile fino a poco tempo fa.
La tendenza, dunque, si sta diffondendo rapidamente ad altri settori. Nel comparto alberghiero, per esempio, alla tariffa base si sommano tasse di soggiorno, check-in anticipato, check-out posticipato, parcheggio, accesso al centro benessere, palestra, piscina, altri benefit o servizi premium. Negli affitti brevi, il costo finale lievita fra pulizia, commissioni di servizio e altri supplementi, non sempre visibili all’inizio della prenotazione.
Anche le crociere allungano la lista degli extra opzionali acquistati a bordo come pacchetti bevande, ristoranti tematici, cabine premium. Il roaming marittimo su traghetti e navi da crociera, per dire, è generalmente escluso. Il pacchetto wi-fi è un servizio venduto a parte: da poche decine di euro per una navigazione limitata fino a oltre 100 euro per pacchetti completi durante una crociera, benché il costo effettivo del traffico dati sia basso. Ma agganciare, involontariamente, la connessione internet satellitare senza averne uno può tradursi in un salasso (a meno di mettere il cellulare in modalità aerea).
Se molti extra hanno un valore reale e si giustificano anche perché facoltativi per il consumatore, altri sembrano piuttosto costi essenziali presentati in un secondo momento.
«Diverse ricerche di economia comportamentale dimostrano che i clienti tendono ad ancorarsi mentalmente al primo prezzo visto, motivo per cui questa tecnica continua a funzionare» evidenzia ancora Zatta di Implement Counsulting Group. «Ma crescono frustrazione e sfiducia se il costo finale si rivela significativamente superiore a quello inizialmente visualizzato. Molti descrivono l’esperienza come una sorta di “caccia al costo nascosto"». Insomma, la reazione dei consumatori inizia a farsi sentire. «Ritengo che nei prossimi anni assisteremo a una crescente tensione tra la legittima possibilità per le aziende di monetizzare servizi differenziati e la richiesta di trasparenza di consumatori e autorità di regolazione. Se un bagaglio per un viaggio di lavoro, un posto accanto ai propri figli a bordo, la pulizia di un appartamento o la connessione internet sono ormai elementi essenziali, allora il vero prezzo non è quello che compare nel primo annuncio ma quello che il consumatore scopre all’ultimo clic. E più cresce la distanza tra questi due numeri, più diventa legittimo chiedersi se stiamo vendendo un servizio oppure un’illusione di prezzo», conclude Zatta.