La Stampa, 13 luglio 2026
Zes, il governo apre al piano per il Nord
Dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Aldolfo Urso, semaforo verde alla proposta delle Regioni italiane che chiedono al governo di istituire aree o zone di accelerazione industriale al Nord. Il piano che stanno preparando i governatori, anticipato ieri da La Stampa, punta essenzialmente a favorire gli investimenti in alcune aree dedicate facendo leva su iter autorizzativi semplificati, meno burocrazia e agevolazioni fiscali.
Per il titolare del Mimit, come spiega al nostro giornale, quella proposta dalle nostre Regioni è «una iniziativa di grande rilievo e mi riprometto di incontrare nei prossimi giorni le Regioni del Nord che l’hanno promossa per far partire il prima possibile le procedure per l’individuazione delle aree di accelerazione industriale previste nell’Industrial Accelerator Act che abbiamo fortemente voluto e che è in discussione nel trilogo europeo. Ovviamente in una logica di coesione nazionale, quale dobbiamo sempre garantire».
L’Industrial Accelerator Act (Iaa), ispirato al rapporto Draghi sulla competitività, che la Commissione europea sta concertando con il Parlamento europeo e il Consiglio Ue in vista dell’accordo finale, punta infatti proprio a rafforzare la manifattura nell’ambito della Ue, a tutelare produzioni e posti di lavoro, ad accelerare la decarbonizzazione e ridurre la dipendenza economica con un occhio di particolare attenzione alle industrie ad alta intensità energetica e tecnologica, tra cui l’automotive, le costruzioni, la chimica, l’acciaio e l’alluminio. L’obiettivo è quello di aumentare al 20% entro il 2035 il peso dell’industria manifatturiera che tra il 2000 ed il 2024 è invece sceso dal 17,4 al 14,3% del Pil europeo, favorendo gli acquisti «made in Europe», quando si tratta di spendere denaro pubblico in appalti o per concedere sussidi, e accelerando le procedure di autorizzazione per i progetti industriali legati alle tecnologie pulite attraverso nuovi sportelli unici digitali. Urso appoggia il progetto dell’Iaa e in passato, a più riprese, si è espresso per una sua rapida introduzione sostenendo che una crisi sistemica come quella che stiamo attraversando negli ultimi tempi richiede «risposte rapide e concrete».
Zone di accelerazione industriale, ma non solo. Per favorire la crescita e lo sviluppo delle attività economiche, tanto più in una fase ancora non facile a livello globale a causa dei conflitti e delle tensioni geopolitiche, il governo intende proseguire sulla strada della sburocratizzazione. Secondo Urso, infatti, l’incontro con le Regioni del Nord «sarà anche l’occasione per confrontarci sulle ulteriori misure di semplificazione che intendiamo realizzare nel prossimo decreto Imprese, consapevoli del grande successo della Zes unica del Mezzogiorno che abbiamo già esteso a Umbria e Marche, finanziata in buona parte dai fondi di Coesione, con l’obiettivo di ridurre il divario tra le aree del Paese».
I numeri confermano che il modello della Zes unica, che la Conferenza delle Regioni prende ad esempio per formulare la sua proposta al governo, funziona: quasi 1.300 autorizzazioni uniche in poco più di due anni hanno infatti prodotto oltre 55 miliardi di euro di impatto economico complessivo e oltre 60 mila posti di lavoro, diretti e indiretti a fronte di una spesa pubblica di poco superiore a 5 miliardi.
«L’ipotesi che stiamo vagliando è di realizzare una Zona logistica semplificata (Zls) che non sia limitata ad aree specifiche ma all’intero Centro-Nord – spiega ancora Urso -. Ovviamente nel rispetto delle regole europee. Le imprese del Nord sono peraltro quelle che più utilizzano Transizione 5.0, anche nella nuova versione che in appena un mese ha già annoverato circa 9 mila progetti per investimenti per quasi 3 miliardi. Stiamo inoltre realizzando un’ulteriore semplificazione nelle procedure dei contratti di sviluppo di intesa con Confindustria. È bene che si apra un “cantiere” specifico per il Nord – conclude il ministro -. Noi ci siamo e sono certo che anche il ministro Giorgetti concorderà».