repubblica.it, 13 luglio 2026
Ungheria, il Parlamento approva la destituzione del capo dello Stato
La maggioranza di due terzi del Parlamento ungherese ha approvato l’emendamento costituzionale, proposto dal governo, che sancisce la cessazione dell’incarico dell’attuale presidente della Repubblica Tamas Sulyok, uomo legato all’ex premier sovranista Viktor Orbán. I deputati del partito di opposizione Fidesz, dell’ex leader, in segno di protesta contro “l’arbitrio” sono usciti dall’aula e non hanno partecipato al voto.
L’emendamento, oltre la destituzione del capo dello Stato, qualificato dal premier Peter Magyar “un fantoccio di Orbán”, stabilisce un limite di 12 anni per i mandati dei deputati, un limite di età di 70 anni per i giudici della Corte costituzionale, cambiando così la composizione della Corte, e l’istituzione di un Ufficio di recupero e protezione del patrimonio pubblico, con lo scopo di recuperare “i miliardi rubati dagli oligarchi del regime corrotto di Orbán”.
Paradossalmente, l’emendamento, per entrare in vigore, deve essere firmato dal presidente Sulyok stesso che ha 5 giorni per farlo. In caso rifiutasse di firmarlo, il governo, ha precisato il premier, inizierà subito il procedimento di destituzione del Presidente per demerito, previsto nella Costituzione attuale. Prima, Magyar ha invitato più volte il presidente Sulyok a dare le dimissioni, ma senza successo. L’emendamento, ha precisato ancora il premier Magyar, è una misura transitoria, necessaria per avviare lo smantellamento del regime istituito da Orbán, e una nuova Costituzione sarà adottata dopo una larga consultazione pubblica probabilmente l’anno prossimo.