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 2026  luglio 13 Lunedì calendario

Fabrizio Bracconeri racconta la vita accanto al figlio autistico

Fabrizio Bracconeri ha deciso di raccontare la sua esperienza familiare accanto al figlio Emanuele, 25 anni, affetto da autismo e bisognoso di un supporto costante nella vita quotidiana. L’attore, noto al grande pubblico per il ruolo di Bruno Sacchi ne «I ragazzi della terza C», ha parlato al settimanale DiPiù del percorso affrontato dalla famiglia, fatto di difficoltà, ricerca e piccoli grandi traguardi. «Mio figlio richiede un controllo e un’attenzione costanti, ventiquattro ore al giorno. È quello che gli diamo io e mia moglie Monica», ha raccontato Bracconeri, spiegando come la condizione del figlio abbia profondamente cambiato il modo di vivere e interpretare la quotidianità. Nonostante le difficoltà legate all’autismo, l’attore non descrive mai Emanuele attraverso la malattia, ma attraverso il valore della sua presenza. «Mio figlio è un dono di Dio. Un grandissimo dono di Dio», ha detto, sottolineando come il figlio abbia insegnato alla famiglia una nuova prospettiva sulla vita. «Emanuele ci fa vedere il mondo in modo diverso, ci porta ad accontentarci di quello che abbiamo, senza recriminazioni. Ci consideriamo dei privilegiati», ha spiegato. 
La storia di Emanuele è anche quella di una lunga ricerca di risposte. Quando arrivarono i primi segnali, Bracconeri si trovava a Milano per lavoro e ricevette una telefonata dalla moglie, che aveva portato il bambino all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. «Le dissero che la situazione era complicata: sembrava cieco, sembrava sordo. Ci crollò il mondo addosso», ha raccontato l’attore. Da quel momento iniziò un percorso tra visite, specialisti e strutture sanitarie, alla ricerca di una strada possibile. Dopo anni di tentativi, però, la famiglia si trovò davanti a una realtà difficile da accettare: per Emanuele non c’era una cura che potesse portare alla guarigione. «Abbiamo girato i migliori ospedali pediatrici del mondo e speso montagne di soldi, ma la risposta era sempre la stessa: non c’era possibilità di guarigione», ha ricordato Bracconeri. La svolta arrivò grazie all’incontro con un centro vicino a Erice specializzato nel seguire ragazzi autistici. La famiglia decise di affidarsi a quel percorso e iniziò a vedere miglioramenti. «Non so se lei crede ai miracoli. Io sì. Dopo le prime volte abbiamo notato progressi incredibili nella vita di nostro figlio. Tornava a casa felice e riusciva anche a prendere il bicchiere in mano», ha raccontato. Un’esperienza che ha rafforzato anche il legame tra Fabrizio e la moglie Monica, che hanno affrontato insieme le difficoltà legate alla crescita e alla cura di Emanuele. «Ho visto che la disabilità dei figli può mettere a dura prova le coppie. Noi invece abbiamo capito che il nostro amore, dopo trentuno anni, è uscito rafforzato da questa esperienza», ha spiegato l’attore. Oggi Bracconeri continua a parlare di autismo anche attraverso il suo impegno televisivo con «Lo spazio dei talenti», programma dedicato alle storie di persone con disabilità, con l’obiettivo di raccontare non solo le difficoltà ma anche le capacità, i percorsi e le conquiste delle persone autistiche.