Corriere della Sera, 13 luglio 2026
Rigori che stress: mai così tanti errori da 60 anni
Coraggio, ragazzi. Rispetto all’ultimo Mondiale vi hanno anche agevolato con la nuova regola che obbliga i portieri a tenere almeno un piede sulla linea di porta, fino a quando non parte il tiro. E voi cosa fate? Non solo continuate a sbagliare molti rigori, ma dal dischetto siete i peggiori di sempre dal 1966, con una percentuale fin qui molto eloquente: 66,1% di rigori segnati, 1 su 3 viene sbagliato, nessuno aveva mai fatto peggio, tutto compreso, sia i penalty calciati fra tempi regolamentari e supplementari, che nelle serie finali per stabilire il passaggio del turno. Qui non si vuole portare sfortuna a nessuno, tanto più che negli Stati Uniti il rigore sbagliato più famoso non è quello di Messi (2 volte), Mbappé o Kane, ma ovviamente quello di Roby Baggio con il Brasile. A Usa ‘94, per fare un raffronto, la percentuale di gol su rigore era del 75%, molto più elevata. Poi ci sono stati alti e bassi. Ma dal 2014 il calo è costante. E netto. Nonostante i palloni super performanti, le scarpe ultraleggere e pure il regolamento modificato per le intemperanze del Dibu Martinez nella finale di Doha 2022. L’incremento di errori potrebbe far pensare a un impoverimento tecnico generale o alla carenza assoluta di specialisti. Anche se gli strafalcioni dei fenomeni, a partire da Messi, non aiutano a trovare conferme. E pure il rigore calciato dal difensore paraguaiano Canale, alla prima da titolare in Nazionale e per la prima volta sul dischetto, dimostrano che non è facile trovare un filo conduttore. Se ce n’è uno, a parte il timore di finire in qualche tritacarne social, forse è dall’altra parte della barricata. Il foglietto con la lista dei rigoristi e il modo in cui calciano è stato reso tristemente celebre dal raccattapalle di Zenica, diventato eroe nazionale per averlo sottratto a Donnarumma nel playoff contro la Bosnia. Ieri in Brasile è spuntata la lista degli eventuali rigoristi norvegesi, nella quale Haaland veniva indicato al tiro con il piede sbagliato. Quindi anche su questi preziosi documenti, frutto di ore di studio e di analisi, forse si ripone troppa enfasi. Però i tiratori sanno che i portieri conoscono le loro abitudini, che hanno il tablet pieno di errori e prodezze, questo sì. E la tentazione è di volerli sorprendere, magari improvvisando. Così i rigoristi scelgono troppo spesso quella che i brasiliani chiamano la «paradinha», si fermano cioè un attimo per fare una finta e beffare il portiere. Ma il risultato è spesso un tiro indebolito dalla rincorsa interrotta e neppure centrale. Ci sono cascati Messi, Kane, Mbappé, il brasiliano Bruno Guimaraes, gli inglesi a Wembley nella finale dell’Europeo 2021 contro l’Italia. E altri ci cascheranno ancora: Simon, Maignan, Dibu e Pickford sono lì che aspettano