Corriere della Sera, 13 luglio 2026
Conte insiste sui temi riarmo e Russia. Opposizione divisa
«Siamo sotto attacco perché contrari a questo folle riarmo»: Giuseppe Conte si difende rilanciando la sua posizione sulla politica estera. E la faglia nel centrosinistra (sulla guerra in Ucraina in primis) rischia di allargarsi. L’ex premier e il Movimento sono compatti e non sentono ragioni su chi invoca un cambio di linea sul riarmo.
«Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti», aveva detto il presidente dei Cinque Stelle dal palco della manifestazione del Campo largo a Napoli qualche giorno fa. Sono seguite dopo quelle parole tensioni e polemiche anche con alcuni alleati della coalizione, persino con la segretaria dem Elly Schlein.
Fonti stellate negano: «Dopo l’evento congiunto di mercoledì 8 luglio i leader di M5S, Pd e Avs hanno avuto modo di confrontarsi per un bilancio della giornata e sui prossimi passi da tenere, ma l’intervento di Giuseppe Conte non è mai stato oggetto di discussione né tantomeno di critica». Sul racconto delle tensioni però nessuna smentita dal Nazareno. Il leader del M5S parla di narrazione volutamente distorta: «Sulle mie frasi la propaganda bellicista crea volutamente confusione» dice Conte ai suoi fedelissimi spiegando che il M5S ha sempre condannato la Russia sull’aggressione all’Ucraina e che ciò che contesta è piuttosto la costruzione di una minaccia attuale della Russia di invadere l’Europa, che è funzionale a un piano di riarmo che fa gola a vari settori e lobby. Nessuna «sintonia» con Mosca, insomma, e l’asse del Campo largo non è in discussione. «Sentiamo la necessità di fare chiarezza e restituire la verità, evitando così speculazioni e ricostruzioni che mirano solo a dividere il fronte politico che sta lavorando per un progetto che porti a voltare pagina rispetto al malgoverno Meloni», evidenziano gli stellati, sottolineando al tempo stesso che il «progetto, per quanto riguarda il M5S, per essere realmente alternativo dovrà partire dalla revisione delle politiche di riarmo sostenute dal governo attuale».
Lo stesso Conte ribadisce che per il Movimento c’è una sorta di confine invalicabile, di punto insindacabile: «I progressisti non possono proporre sul riarmo la stessa linea del governo di FdI, abbiamo una visione di Paese diversa».
Il leader rimanda al mittente anche l’idea di un accostamento con le forze populiste o sovraniste: «Chi ci accosta a Vannacci e alla Lega vuole solo buttare fango su un Movimento che ha il coraggio di dire le cose che pensa, scendere in piazza con migliaia di cittadini ed essere coerente nei voti che fa in Italia e in Europa a differenza di altri», dice il presidente. E chiosa su quello che nel Movimento alcuni vedono come un punto di caduta comune, un punto su cui far ripartire la visione europea del Campo largo: «Noi vogliamo una difesa comune europea ma per operare risparmi di spesa perché questa economia di guerra sta producendo soprattutto in Italia una macelleria sociale e un complessivo impoverimento di famiglie e imprese».