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 2026  luglio 12 Domenica calendario

Sala, l’inchiesta a Milano sulle consulenze a Finalter di cui ha il 20% (non dichiarato)

Il sindaco di Milano è coinvolto in un’inchiesta della Procura, condotta dalla Guardia di finanza, che riguarda consulenze pagate a una società, Finalter, di cui Sala detiene una quota. Lo ha rivelato ieri il Corriere della sera. Finalter appartiene all’80% a Cinque G, una società della moglie e della figlia di Pietro Galli, storico collaboratore di Sala fin dai tempi di Expo, e al 20% all’attuale sindaco di Milano, che nel 2016 ha collocato la sua quota in un trust di nome Inter (la passione calcistica del sindaco) costituito sotto la legislazione dell’isola di Jersey, paradiso fiscale in territorio britannico. Gestore fiduciario del trust, dal 2018, è il notaio Filippo Zabban, professionista con molti incarichi in Comune, tra i quali la vendita a Inter e Milan dello stadio di San Siro.
Sala non ha mai dichiarato il trust nella sua situazione patrimoniale, come richiesto per legge ai sindaci. Ha spiegato al Corriere di non averlo fatto in base a una interpretazione della normativa sulle intestazioni fiduciarie suggerita dal segretario generale del Comune di Milano.
Nel 2020, Finalter ha realizzato, su mandato di Galli, un finanziamento soci per 1,2 milioni di euro in un veicolo lussemburghese, Mic Co-Invest. Con questa operazione Galli e di fatto anche Sala finiscono per detenere una quota di Engineering Ingegneria Informatica, multinazionale da 1,7 miliardi di fatturato e 14 mila dipendenti. Engineering è stata in questi anni sia cliente di Finalter, con pagamenti in consulenze per circa 2 milioni di euro, sia fornitrice, per oltre 15 milioni, del Comune di Milano e di aziende municipalizzate come Metropolitana milanese e A2a. Altre consulenze, per circa mezzo milione di euro, sono arrivate a Finalter da Uteco.
Sala ha spiegato al Corriere di aver affidato le sue quote al trust Inter e al suo trustee Zabban in modo da separare se stesso dalla sua proprietà e rendere a sé ignote le scelte imprenditoriali del trustee. Galli ha assicurato al Corriere di avere “un accordo verbale” con l’amico Sala secondo cui tutti gli utili di Finalter prodotti in questi anni saranno di Galli e non di Sala.
Galli fu chiamato da Sala in Expo Milano 2015 Spa come direttore generale vendite e marketing: intervenne l’allora presidente dell’Anac (l’Autorità anticorruzione), Raffaele Cantone, perché in passato era stato condannato per bancarotta; ma Sala decise di riconfermarlo, poiché – spiegò – la bancarotta era avvenuta tanto tempo prima e per una cifra piccola. Finita l’esperienza nella società che ha gestito l’esposizione universale, Sala ha collocato Galli nel cda di Atm. Il manager è anche nel cda di Engineering.
Le spiegazioni di Sala al Corriere non hanno soddisfatto il consigliere d’opposizione Enrico Marcora (Fratelli d’Italia), che chiede a Sala di presentarsi in Consiglio comunale a riferire sulla vicenda: “Venga subito in aula a chiarire nell’interesse del Comune e dell’intera città”. Se il sindaco fosse stato della destra, il centrosinistra sarebbe ad assediare Palazzo Marino e a chiedere le immediate dimissioni di Sala: questa la reazione delle opposizioni.