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 2026  luglio 12 Domenica calendario

Forza Italia, il bilancio: più morosi, meno donazioni

Meno soldi dai parlamentari “morosi”, meno contributi dalle imprese e un ultimatum agli eletti che non pagano. È questo il quadro che emerge dal bilancio 2025 di Forza Italia che chiude con un avanzo di 2,8 milioni di euro, ma che si regge ancora sulla dipendenza dalla famiglia Berlusconi. Il rendiconto del 2025, firmato dal tesoriere Fabio Roscioli (che sarà candidato a ottobre nel seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro), registra un miglioramento, con il disavanzo patrimoniale che scende da 98,8 a 95,8 milioni di euro grazie al boom di iscritti (250 mila). Ma la relazione certifica le difficoltà soprattutto nelle donazioni.
Il passaggio più delicato riguarda i contributi degli eletti. Il tesoriere denuncia la “mancanza di continuità dei versamenti dovuti al Movimento da parte di alcuni eletti” e annuncia l’ultimatum: per recuperare il dovuto, il partito adotterà “decisioni più rigorose facendo leva anche sulle norme statutarie e regolamentari”, avvertendo che entro la fine della legislatura tutti dovranno pagare. Un avviso rivolto a chi non versa con regolarità quanto previsto. In teoria, da statuto, chi continuerà a non pagare rischia la decadenza dall’incarico e la ricandidatura. Nel 2025, infatti, le contribuzioni dei parlamentari passano da 687 mila a 533 mila euro, con una riduzione di oltre 150 mila euro. Scendono anche quelle dei consiglieri regionali. L’altro problema è il calo delle donazioni. Le erogazioni delle persone giuridiche calano da 1,63 milioni a 1,2 milioni di euro, quelle delle persone fisiche da 1,37 a 1,25 milioni. Le aziende che hanno versato 1,2 vanno da quelle dei produttori di pomodori al cinema fino al packaging. In tutto le contribuzioni volontarie si riducono di 760 mila euro rispetto al 2024.
Il ruolo della famiglia Berlusconi non si limita ai 600 mila euro di donazione annua. La nota integrativa, firmata da Roscioli, evidenzia infatti che i principali creditori del partito sono ancora gli eredi Silvio Berlusconi, nei cui confronti Forza Italia registra un debito superiore a 90,4 milioni di euro, anche se si è ridotto di 2,8 milioni rispetto al 2024.
Questi debiti, continua Roscioli, “scaturiscono dalla escussione di fidejussioni rilasciate dal presidente Silvio Berlusconi rilasciate a diversi istituti bancari a garanzia di affidamenti da questi concessi al nostro Movimento”. Una volta saldate le esposizioni, Berlusconi è diventato il principale creditore di Forza Italia e, alla sua morte, il credito è passato ai figli. La famiglia ancora oggi sostiene finanziariamente il partito con garanzie per 7 milioni su linee di credito bancarie: 3 ai figli e 4 al fratello Paolo.
Se le entrate rallentano, invece alcune spese aumentano. Le utenze passano da circa 63 mila a 77 mila euro, mentre il costo della sede nazionale di San Lorenzo in Lucina è di 192 mila euro di affitto (16mila al mese). Sale anche il costo del personale (15 dipendenti) e le campagne elettorali sono una delle principali voci di spesa con oltre 922 mila euro nel 2025. FI concentra il maggior sforzo nelle Marche, con 293 mila euro.

La soluzione per il 2026 è aumentare le entrate con il progetto “Sostieni Forza Italia”, si punterà ad aumentare il 2 per mille e raccolte fondi. Obiettivo: ridurre il debito monstre con i Berlusconi.