il Fatto Quotidiano, 12 luglio 2026
Ranucci, esposto di FdI alla Procura
Dopo le richieste di chiarimenti alla Rai un esposto ai pm su presunti servizi giornalistici mirati. Per colpire chi si opponeva a non meglio precisati interessi nel settore delle energie rinnovabili di Valter Lavitola e “soci”.
Assomiglia sempre più a una caccia all’uomo il dibattito acceso dagli ultimi sviluppi dell’inchiesta sull’attentato al conduttore di Report, Sigfrido Ranucci. Con l’iscrizione sul registro degli indagati, in qualità di presunto mandante, dell’ex faccendiere-ristoratore Valter Lavitola, e del suo “factotum” Gomes Clesio Tavares.
A rilanciare i sospetti infusi da giorni nelle cronache dei quotidiani di riferimento del fronte anti-Report è stato il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Massimo Ruspandini. Anticipando l’oggetto di un esposto in via di predisposizione assieme ad altri parlamentari meloniani.
“Apprendiamo… che il servizio di Report riguardante il cantiere navale Vittoria di Rovigo, indicato dallo stesso Ranucci come la causa dell’attentato da lui subito, insinuando perfino collegamento con Fratelli d’Italia, sarebbe stato suggerito da Lavitola”. Questo l’affondo di Ruspandini, che ha fatto riferimento a non meglio precisate notizie al riguardo: “sempre più sconcertanti”.
A stretto giro, quindi, è arrivata la conferma sull’esposto in via di stesura, anticipato da Il Messaggero. Esposto in cui si chiederebbe ai pm di vagliare le dichiarazioni al Corriere della sera, ancorché già smentite, del direttore approfondimento della Rai, Paolo Corsini, per cui chi aveva problemi con Report si sarebbe rivolto a Lavitola per risolverli. Come pure le ipotesi riferite dal medesimo Messaggerosu servizi di Report contro FdI Lazio che sarebbero stati ispirati da Lavitola, per vendicarsi del diniego di autorizzazioni regionali per progetti in ambito energetico di suo interesse. Ipotesi suggestive ma tutte da vagliare, come pure quella dei suggerimenti sull’inchiesta sul cantiere navale di Rovigo.
Il servizio di Report menzionato, infatti, risale al 2020, quando la Regione era amministrata dal centrosinistra. E il suo protagonista meloniano risulta espressione di altra area geografica rispetto a quella in cui FdI ha contrastato lo sviluppo di progetti per lo sfruttamento di energie rinnovabili. Progetti in cui comunque il nome di Lavitola non comparirebbe mai in maniera esplicita.
L’annuncio dell’esposto ai pm di parlamentari FdI è arrivato all’indomani della decisione di sospendere la messa in onda su RaiTre, prevista a partire da domani, delle repliche di alcuni degli ultimi servizi realizzati da Report. Una decisione assunta da Corsini “in attesa che si faccia piena chiarezza sulla delicata e complessa vicenda”.
Già domani, però, è probabile che il caso Ranucci-Lavitola torni all’attenzione dei vertici della Rai che dovranno decidere se avviare o meno una formale verifica interna sull’accaduto. Nonostante l’individuazione di due soli accessi di Lavitola nelle redazioni televisive lascerebbe pensare a una dinamica del tutto “extra-Rai”.
A farne richiesta sono s“tati i consiglieri di amministrazione di centrodestra. Richieste seguite dall’appello di consiglieri di centrosinistra ad andare fino in fondo alla questione senza “vendette o censure”.
“La Rai è autonoma. Tocca alla magistratura, alle forze dell’ordine, fare chiarezza sulla vicenda”. Questo il commento del vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani. “É inquietante. Non tocca a me fare le indagini. Chi farà le indagini scoprirà la verità, sul perché è stato fatto quell’attentato, chi era il mandante originario. Certo, è una vicenda dai contorni un po’ strani”.