repubblica.it, 12 luglio 2026
Perquisiti gli attivisti di Militia Nationalis per antisemitismo
Avevano creato un gruppo impegnato nella propaganda dell’odio razziale nei confronti degli ebrei e, sempre tramite le chat, istigavano i partecipanti a commettere atti di violenza per motivi etnici e religiosi.
Dialogavano sulle chat di Telegram e di Whatsapp, oltre che su Instagram. Avevano creato anche due siti internet: il primo si chiamava ‘Militia Nationalis’, che poi è stato soppiantato da ‘Rinascita Popolare italiana’.
Così la polizia postale, in collaborazione con le Digos delle varie questure, ha eseguito delle perquisizioni nei confronti di un ragazzo romano di 19 anni, residente della zona di Tor de’ Schiavi, un suo coetaneo di Caserta e un venticinquenne di Savona.
Gli sono stati sequestrati telefoni, pc e pennette per estrapolare i dati accumulato dall’ottobre del 2022 in avanti. Durante le perquisizioni sono state trovate anche armi a salve e da softair, manganelli, coltelli, bandiere, manoscritti, libri e altro materiale propagandistico.
Questa indagine, condotta dalla procura di Milano e affidata alla postale di Milano, con il coordinamento del Servizio di polizia postale e per la sicurezza cibernetica e della direzione centrale della polizia di prevenzione, nasce da uno sviluppo dell’inchiesta avviata nel 2024 e che aveva coinvolto 12 persone per gli stessi reati.
Secondo gli investigatori, i tre indagati, si dichiaravano “appartenenti all’ideologia della ‘Terza Posizione’, nelle conversazioni manifestavano intenzioni violente, da attuarsi anche con l’uso di armi”. I profili social utilizzati per fare propaganda erano stati chiusi dalle varie piattaforme proprio per i toni violenti dei contenuti che pubblicavano.