repubblica.it, 12 luglio 2026
Trump allenta le restrizioni alle trivellazioni: a rischio l’aquila calva
La deregulation di Donald Trump a favore delle compagnie petrolifere potrebbe fare una vittima illustre: l’aquila calva, simbolo degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha modificato la portata dell’Endangered Species Act, la legge sulle specie in pericolo di estinzione in vigore da cinquant’anni, alla quale viene attribuito il merito di aver contribuito a salvare dall’estinzione l’aquila calva, il condor della California, l’alligatore americano e numerose altre specie animali e vegetali.
L’amministrazione ha ristretto la definizione di “danno” prevista dalla storica legge, una modifica con implicazioni di ampia portata. Per decenni, il governo ha definito il danno in senso ampio, includendo anche le attività che interferiscono con i luoghi abitati da animali minacciati e in via di estinzione. La modifica annunciata venerdì consente trivellazioni di petrolio e gas, attività minerarie, disboscamento e altri interventi di sviluppo negli habitat naturali fondamentali per la fauna selvatica, purché gli animali stessi non vengano uccisi o feriti. Ma attaccando il loro ambiente, non sarà meno dannoso.
L’aquila calva ne è l’esempio: grande rapace dalla testa e coda bianche, il becco giallo e l’apertura alare imponente, come predatore di pesci vive in zone umidi, nel Nord America, Alaska e Canada e alcune zone del Messico, e costruisce nidi grandi che possono durare anni. L’aquila calva venne scelta come emblema nazionale degli Stati Uniti nel 1782 perché rappresentava forza, coraggio, libertà e indipendenza. Compare sul sigillo presidenziale, su documenti ufficiali, stemmi e monete. La sua storia è anche una delle più famose legate alla conservazione.
Nel Novecento le aquile calve erano quasi sparite, ma grazie alla legge di tutela ambientale del 1973, quella aggredita da Trump, la specie superò il rischio di estinzione. Nel 2007 venne dichiarata fuori pericolo e la sua rinascita divenne un simbolo della politica ambientale americana. Fino a quando non è arrivato Trump.
Gli ambientalisti sostengono che questa decisione potrebbe portare alcune specie all’estinzione, aprendo la strada alla distruzione dei loro habitat. «Questo è uno dei tentativi più orribili di danneggiare la fauna selvatica nella storia americana ed è un regalo ai magnati del petrolio e alle compagnie minerarie straniere», ha dichiarato Aaron Weiss, direttore esecutivo del Center for Western Priorities.I rappresentanti dell’industria e i loro alleati repubblicani sostengono da tempo che la legge del ‘73 venga applicata in modo eccessivamente ampio, a discapito della crescita economica. I dipartimenti dell’Interno e del Commercio hanno dichiarato che la norma definitiva ridurrà i costi legati alle autorizzazioni e agli obblighi di conformità per i produttori di energia, aziende agricole, operatori della pesca e altri settori. La decisione è in linea con l’obiettivo di Trump di ridurre le regolamentazioni che, secondo lui, limitano le imprese americane. “Questa azione ripristina il buon senso, rispetta la proprietà privata, garantisce la necessaria certezza ai proprietari terrieri e segue la legge effettivamente approvata dal Congresso”, ha dichiarato il segretario all’Interno Doug Burgum. L’Endangered Species Act rappresenta un elemento fondamentale nelle valutazioni normative delle agenzie governative quando devono decidere se concedere autorizzazioni per attività legate a petrolio e gas, estrazione mineraria, linee di trasmissione elettrica e altre operazioni su terreni e acque federali. Trump ritiene che il diritto allo sfruttamento economico del territorio venga prima di quello di proteggerlo.