la Repubblica, 12 luglio 2026
Rubio “viceré” del Venezuela detta la linea su WhatsApp
Sui social è già un “viceré”, come i governatori delle colonie spagnole. Secondo diversi funzionari vicini a Washington e Caracas, intervistati dal New York Times, il segretario di Stato Marco Rubio controlla il governo, le finanze e la distribuzione delle risorse naturali nel Venezuela. Lo fa comodamente dagli Stati Uniti, comunicando su WhatsApp con la presidente ad interim Delcy Rodríguez. I due si scrivono in spagnolo scambiandosi selfie, gossip e auguri di buon compleanno, come vecchi amici.
Rodríguez guida il Paese dallo scorso 3 gennaio, il giorno del rapimento di Nicolás Maduro, di cui era vicepresidente. Sarebbe avvenuta proprio allora la prima telefonata con Rubio. «È disposta a fare ciò che riteniamo necessario per rendere di nuovo grande il Venezuela», aveva detto allora il presidente Usa Donald Trump. Poche d’altronde le alternative dopo che anche gli alleati storici, Cina e Russia, si erano sfilati.
Il Dipartimento del Tesoro americano riceve le entrate prodotte dalle esportazioni venezuelane per poi reimmetterle nel Paese secondo l’arbitrio di Rubio. Questo aiuta Rodríguez ad arginare la corruzione interna e a sfuggire ai creditori che chiedono il pagamento degli oltre 240 miliardi di debito pubblico. Ma comporta anche la totale dipendenza economica dagli Stati Uniti nel più grande trionfo della dottrina Donroe (come The Donald ha ribattezzato la dottrina Monroe, che vede nell’America Latina un campo d’influenza esclusivo degli Usa).
Il “viceré” designato si diceva paladino della democrazia in America Latina, ma per ora le elezioni non sembrano la sua priorità: i membri del regime di Maduro sono rimasti al loro posto. Una settimana fa gli Usa hanno anche bloccato il ritorno in patria di María Corina Machado, dopo aver inizialmente autorizzato il volo della premio Nobel per la pace e leader dell’opposizione. Il principale interesse, per ora, è il petrolio venezuelano, come ha sempre ammesso Trump: Rubio ha favorito l’arrivo nel Paese di compagnie statunitensi a scapito di quelle europee e ha supervisionato gli accordi con cui l’oro nero di Caracas viene venduto.
Per questo il doppio terremoto del 24 giugno che ha colpito il Venezuela e fatto almeno 4.333 morti è stato un duro colpo anche per Washington: i nuovi contratti petroliferi sono ora in stand-by e gli Stati Uniti hanno inviato nel Paese aiuti e squadre di soccorso per circa 400 milioni di dollari, oltre ad aver allentato le sanzioni, almeno temporaneamente. Una ritrovata empatia per l’amministrazione che ha tagliato gli Usaid, gli aiuti ai Paesi in via di sviuppo.
Il legame tra il segretario di Stato e Delcy Rodríguez rimane forte. Pare che lei chieda la sua approvazione prima di scrivere un post sui social. Durante la sua visita in Italia, Rubio ha persino annunciato il viaggio di Rodríguez in India prima che lo facesse il governo venezuelano. Un segnale di quale siano gli equilibri tra i due.