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 2026  luglio 12 Domenica calendario

Il caso Air Force One, regalo del Qatar tra scandali e allarmi

Il nuovo Air Force One è la perfetta metafora del trumpismo: un palazzo volante rivestito d’oro ma privo dell’unica qualità che definisce davvero un aereo presidenziale: la sicurezza totale. Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump la modernità è una questione di pelle color avorio, vernice bianca, rossa e blu, fotografie con cornici di pregio. Invece per gli ingegneri dell’Air Force è una questione di contromisure antimissile, comunicazioni criptate e capacità di sopravvivere a un attacco. La differenza tra le due visioni è quella tra showroom e realtà.
Ma adesso il nuovo Air Force One donato dal Qatar e revisionato dagli Stati Uniti è diventato un caso: potrebbe essere vulnerabile di fronte a un attacco missilistico. La decisione dell’amministrazione americana di intimidire i reporter del New York Times che hanno svelato cosa ci fosse dietro il cambio di aereo – per «ragioni di sicurezza» – da Ankara al termine del vertice Nato, ha amplificato il tutto: mentre Trump vuole silenziare l’allarme, le perplessità sulle reali garanzie del nuovo “Palazzo volante” si sono moltiplicate. Ma fin dall’inizio il dono del Qatar ha destato dubbi. Intanto perché, fatto insolito, è stato regalato da un altro Paese. Molti si chiedono se si debba parlare di Air Force One o, come fanno nei Paesi arabi, di Qatar Force One.
L’aereo è stato donato all’amministrazione americana nel luglio 2025. Il Boeing 747-8 Business Jet, del valore di 400 milioni di dollari, era stato consegnato nell’aprile 2012 alla famiglia reale del Qatar. Utilizzato per circa dieci anni, era poi passato a un privato, prima di venire regalato a The Donald, che da tempo si era lamentato del fatto di essere costretto a viaggiare su aerei vecchi di 35 anni. Revisionato dalle agenzie di sicurezza americane, il nuovo Air Force One ha registrato modifiche profonde, ma dai costi misteriosi: secondo il Wall Street Journal, gli interventi di riconversione sono costati 400 milioni di dollari, secondo i democratici del Congresso hanno superato il miliardo. Trump lo ha voluto con i colori della bandiera americana e, naturalmente, pieno d’oro. L’aereo ha una superficie calpestabile di oltre 400 metri quadrati, il triplo di un normale business jet, ma può ospitare fino a 89 persone, meno dei tradizionali Air Force One. La scelta è nata per dare più spazio alle attività operative e maggiore comfort agli ospiti. La zona presidenziale prevede suite privata, camera da letto matrimoniale e studio personale. L’area è separata dal resto. Vicino si trovano un salone principale con divani, un secondo salotto nel ponte superiore, librerie decorative, ampi schermi tv, sala conferenze, tavoli rotondi per riunioni, uffici privati, spazi per il personale militare, suite per ospiti vip e cucine professionali. C’è anche una cabina giornalisti, con quattordici poltrone business e schermi individuali. Ovunque, rivestimenti in pelle, dettagli in oro e tavolini in sicomoro e legno tropicale sudamericano.
I problemi nascono da ciò che non si vede: la sicurezza. Secondo il Nyt, l’aereo è dotato di un software avanzato per comunicazioni di governo criptate, collegamenti sicuri con Casa Bianca e Pentagono e sistemi di autodifesa, ma mancano quelli antimissile di ultima generazione. Inoltre non possiede tutte le capacità di guerra elettronica e le contromisure integrate, che invece sono presenti sul vecchio Air Force One. Esperti di sicurezza ritengono che la conversione dell’aereo sia stata accelerata per volontà di Trump: il tycoon voleva viaggiare sul “Palazzo volante” prima possibile, per mostrare al mondo la sua nuova “reggia dei cieli”. Se poi è meno sicuro, sembra un dettaglio: ai giornalisti al seguito che gli chiedevano se fosse preoccupato da un attacco, Trump ha risposto in modo macabro. «Se buttano giù me, butteranno giù anche voi».