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 2026  luglio 11 Sabato calendario

Euro digitale, sette banche italiane nel progetto pilota

Superato l’ultimo scoglio politico con il via libera dell’Europarlamento, la Bce si prepara ad aprire la nuova fase di sviluppo dell’euro digitale con l’obiettivo di metterlo in circolazione nel 2029. È il capitolo dei test pilota, che scatterà nella seconda parte del prossimo anno e coinvolgerà una quarantina di banche ed altri operatori dei pagamenti dell’eurozona. I nomi verranno annunciati la prossima settimana, ma a quanto si apprende nel gruppo dovrebbero entrare tutte le sette aziende italiane che si sono candidate, cioè Intesa Sanpaolo con la sua isybank, Unicredit, Mps, Iccrea, Numia e – nel ruolo di fornitori tecnici – Banca Sella e Nexi.
Il ruolo dell’Italia, la resistenza francese e tedesca
L’Italia si conferma così uno dei Paesi traino nella costruzione della nuova infrastruttura di pagamento paneuropea. Il governatore di Bankitalia Fabio Panetta ne è stato del resto uno dei grandi promotori nel precedente ruolo alla Bce, passando poi il testimone a Piero Cipollone. L’intera pattuglia dei nostri Europarlamentari si è schierata a favore, anche quelli dei gruppi più ostili al progetto come popolari e conservatori. Bankitalia ha fin dall’inizio un ruolo centrale nello sviluppo tecnologico. Ma la nutrita pattuglia di aziende private ammesse al test riflette anche l’atteggiamento costruttivo del nostro settore finanziario, rispetto alle resistenze delle banche francesi e tedesche, molte delle quali coinvolte nel progetto Wero, un network di pagamento privato con simili aspirazioni paneuropee. Entro la fine dell’anno il negoziato tra Commissione, governi e Parlamento definirà gli ultimi dettagli del regolamento. Tra questi aspetti decisivi, come il meccanismo per stabilire il tetto massimo di euro digitali che i cittadini potranno avere nei loro portafogli, il sistema di compensazione per le banche e i limiti alle commissioni per i commercianti (inferiori a quelle dei circuiti privati come Visa o Mastercard). Poi potrà partire il test di un anno, una simulazione che oltre ai 40 istituti finanziari coinvolgerà negozi fisici e digitali e, come utenti, 10mila volontari tra i dipendenti delle banche centrali dell’eurozona.