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 2026  luglio 11 Sabato calendario

Bando per i balneari, favoriti i concessionari uscenti

L’indennizzo pagato al concessionario uscente e non allo Stato, i vantaggi attribuiti in termini di punteggio a chi ha un’esperienza pregressa, o un’attività vicina, meglio ancora se confinante. La premialità riservata a chi garantisce migliori condizioni ai residenti, o a chi è disposto ad acquistare anche i “beni amovibili” lasciati dal precedente concessionario.
Il bando tipo per la messa in gara delle concessioni balneari messo a punto dal ministero delle Infrastrutture, e che lunedì verrà presentato agli stakeholder, «rappresenta un paradosso», rileva Giuseppe De Carlo, avvocato esperto di appalti e infrastrutture, che da tempo segue la questione dell’applicazione della direttiva Bolkestein. «Stiamo per pubblicare queste disposizioni per chiudere la procedura d’infrazione già aperta – spiega De Carlo –. Ma, a parte il fatto che questo è tutto tranne che un bando tipo in senso proprio, visto che in realtà si tratta di linee guida, dalla bozza emergono comunque dei contenuti tali da esporre sicuramente l’Italia a una nuova procedura d’infrazione».
Il bando-tipo era atteso da tempo, per dare ai sindaci indicazioni certe su come preparare le gare: a disporne la pubblicazione il Dl 32/2026 (convertito nella Legge 71/2026). I tempi stringono, considerato che le gare devono essere bandite entro il 30 giugno dell’anno prossimo. Nel frattempo, e fin da ora, sono valide soltanto delle “proroghe tecniche” per le concessioni scadute, sufficienti per permettere che le gare arrivino a conclusione.
Il bando tipo messo a punto dal Mit prevede che le nuove concessioni possano durare da un minimo di 5 a un massimo di 20 anni, seguendo i criteri indicati dalla Ue, che non vuole più affidamenti eterni, come in passato. Poi però emergono criteri che riflettono fedelmente le indicazioni delle associazioni dei concessionari, ma molto meno quelle della Commissione europea.
A cominciare dal numero massimo dei lotti in affidamento: il tetto era stato chiesto dai concessionari attuali, che temono l’assalto dei colossi alberghieri stranieri. È in linea con le richieste dei balneari anche la “continuità funzionale” che è un criterio guida che tende «ad avvantaggiare chi di fatto ha già un’attività di questo tipo, e quindi a privilegiare la continuità piuttosto che a dare spazio a imprenditori giovani che vogliono entrare nel settore», osserva De Carlo.
Tra le premialità a rischio d’infrazione quella a favore di chi offre tariffe scontate ai residenti. «Si tratta di una discriminazione, che svantaggia gli operatori alberghieri internazionali che hanno di solito una clientela prevalentemente straniera», osserva l’avvocato. Che rileva anche come «il bando non sia stato sottoposto né all’Anac né all’Agcm, come chiedeva l’Anci in sede di conversione».
La bozza che Repubblica ha visionato potrebbe ancora essere modificata, naturalmente, anche dopo la presentazione agli operatori e a quella, che seguirà subito dopo, alla Conferenza Unificata. Altrimenti, se dovesse rimanere così, si chiuderà la vecchia procedura d’infrazione e se ne aprirà una nuova. Anche questo, nel segno della continuità.