la Repubblica, 11 luglio 2026
Francia, il ritorno di Ségolène Royal
Ségolène Royal e François Hollande potrebbero ritrovarsi avversari nella corsa presidenziale. Non più compagni di vita, ma protagonisti della stessa famiglia socialista e forse presto concorrenti in una sinistra frammentata che cerca disperatamente un candidato per il 2027. Lei ha già annunciato il suo ritorno. Lui aspetta, osserva e si prepara a presentarsi come l’uomo della provvidenza, nel caso in cui il partito socialista non riuscisse a trovare una soluzione unitaria.
A 72 anni, Royal ha ufficializzato ieri la sua partecipazione alle primarie organizzate dal Ps in ottobre. «Ho deciso di partecipare per ritrovare una Francia tranquilla e fiduciosa nel proprio destino», ha scritto sui social l’ex ministra, che nel 2007 fu la prima donna socialista a raggiungere il ballottaggio presidenziale, poi sconfitta da Nicolas Sarkozy. Qualche mese fa Royal aveva ripreso la tessera socialista e lasciava intendere di essere pronta a tornare. E si è candidata appena poche ore dopo che il partito ha annunciato che ci sarà una consultazione tra i tesserati del partito per scegliere chi correrà per l’Eliseo.
Il Ps ha scelto primarie chiuse, riservate agli iscritti socialisti e ai militanti delle formazioni che si riconoscono nel polo socialdemocratico, a cominciare da Place publique di Raphaël Glucksmann, che però non ha ancora detto di voler partecipare. Anzi, fino a qualche settimana fa, Glucksmann aveva escluso di sottoporsi a una primaria e intanto non ha neppure ancora ufficializzato la sua decisione di candidarsi alle presidenziali. Oltre a Royal, si sono invece già lanciati i deputati Philippe Brun e Jérôme Guedj. Potrebbero aggiungersi il presidente del gruppo socialista all’Assemblée Boris Vallaud e lo stesso segretario del partito, Olivier Faure.
A sinistra è già partito, e in vantaggio, Jean-Luc Mélenchon, alla quarta corsa per l’Eliseo. Altre formazioni di sinistra, tra cui gli ecologisti, avevano proposto delle primarie unitarie che vengono archiviate dalla scelta del Ps.
François Hollande coltiva l’ipotesi del ritorno. La sua strategia è presentarsi come un candidato di esperienza da invocare nel caso in cui il Ps e la sinistra moderata restassero senza un leader credibile. Da mesi Hollande moltiplica gli interventi nel dibattito politico dicendo di voler ricostruire uno spazio socialdemocratico distante da Mélenchon. La candidatura di Royal aggiunge però un aspetto anche privato a una partita già complicata. I due hanno vissuto insieme per quasi trent’anni, hanno avuto quattro figli prima della separazione, annunciata dopo le presidenziali del 2007, quando Royal fu candidata. Nel 2011 fu invece Hollande a vincere le primarie socialiste, per poi entrare all’Eliseo l’anno successivo. Royal sostenne la sua campagna, diventò ministra dell’Ambiente e presidente della Cop21 durante il quinquennato dell’ex marito.