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 2026  luglio 12 Domenica calendario

«Terrorismo rosso», l’Italia manderà un sottosegretario al vertice di Trump.

Il governo, su spinta della premier Giorgia Meloni, sta lavorando – a quanto si apprende – per partecipare con una rappresentanza di livello politico, al summit organizzato dal segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington sul tema del cosiddetto «terrorismo rosso», o meglio sui rischi di una «rinascita del terrorismo transnazionale di estrema sinistra». È molto probabile che il governo italiano invii all’evento, previsto la prossima settimana, un sottosegretario. 
Come riporta l’Ansa, molti osservatori vedono questa riunione come una crociata dell’amministrazione Trump contro il movimento «Antifa». Sebbene il Dipartimento di Stato americano abbia provato a pubblicizzare l’iniziativa segnalando che il terrorismo di estrema sinistra è «una vecchia minaccia che sta riemergendo con forti legami transnazionali», alcuni funzionari americani hanno visto un tentativo dell’amministrazione Trump di utilizzare potenti strumenti antiterrorismo per reprimere gli attivisti statunitensi considerati estremisti di sinistra. Il tycoon non ha mai nascosto la sua posizione decisamente critica e allarmistica per Antifa, e dopo l’omicidio di Charlie Kirk ha emesso un ordine esecutivo per definire il movimento un’«organizzazione terroristica interna». Ora, l’obiettivo dell’amministrazione potrebbe essere bollarlo come «terrorismo straniero e internazionale», per sbloccare ulteriori strumenti investigativi.

La reazione delle opposizioni
La notizia dell’intenzione del governo italiano di partecipare all’incontro ha fatto scattare la polemica da parte delle opposizioni. «Vogliamo sapere se il governo intende con urgenza riferire al Parlamento le motivazioni dell’adesione e quali obiettivi intende perseguire con la partecipazione all’incontro», chiede Avs con una interrogazione parlamentare, nella quale chiede «se corrisponde al vero che nel giugno scorso» sia giunta una «richiesta di informativa su Gruppi e Associazioni di Sinistra italiane. Secondo il Washington Post l’incontro ha suscitato costernazione anche tra funzionari di carriera e politici statunitensi, temendo che si tratti di un tentativo dell’amministrazione Trump di utilizzare potenti strumenti antiterrorismo per reprimere gli attivisti statunitensi considerati estremisti di sinistra. E l’incaricato della operazione è Sebastian Lukács Gorka nominato da Trump come Vice Assistente del Presidente e Direttore Senior per l’antiterrorismo nel Consiglio di Sicurezza Nazionale, discusso personaggio legato a formazioni neofasciste. Appare evidente come l’obiettivo dell’incontro internazionale previsto per il prossimo 16 luglio è quello di tentare di imporre agli Stati invitati una strategia diretta a criminalizzare e reprimere, rappresentandola come minaccia globale, ogni forma di critica, di dissenso e di organizzazione diretta a contrastare le politiche e la visione dell’amministrazione Trump e delle forze sovraniste di destra. L’eventuale partecipazione e il coinvolgimento dell’Italia a questo incontro sarebbe gravissimo e in contrasto con i principi costituzionali e ordinamentali del nostro Paese».
Anche il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, attacca: «Se il governo italiano fosse serio e con la schiena dritta direbbe con chiarezza a Rubio che oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale e che per le democrazia liberali è ben più forte il pericolo eversivo rappresentato dall’involuzione illiberale degli Usa di Trump. «Sarebbe stato più che opportuno che il governo italiano non partecipasse all’ennesima iniziativa di propaganda dell’amministrazione Trump che strumentalizza sicurezza e azione antiterrorismo ai fini dello scontro politico interno».