Corriere della Sera, 12 luglio 2026
Milena Vukotic parla della sua carriera
Milena Vukotic: 91 anni appena compiuti, non li dimostra e non si ferma mai. Reduce da precedente tournée teatrale, il 14 luglio debutta con nuovo spettacolo al Festival di Borgio Verezzi e, a fine agosto, sarà protagonista di un altro debutto al Todi Festival. «Non ho altra scelta – esordisce sorridente l’attrice – È un’esercitazione continua».
Recitare dal vivo in palcoscenico è molto impegnativo: dove trova tanta forza? Non le hanno mai detto di riposarsi?
«Mi dicono spesso: ma chi te lo fa fare… Non ci penso proprio! Tale è il mio entusiasmo per questo lavoro, che sono ben cosciente di fare quello che amo. Dove trovo l’energia? Certo, non sono una bambina, ma nemmeno mi accorgo della fatica: per adesso l’energia ci sta, non so fino a quando durerà».
Partiamo dal prossimo debutto: prima assoluta de «L’inconveniente» di Juan Carlos Rubio con la regia di Luca Manfredi.
«È una miscela tra attesa, solitudine e incontri che possono cambiare la vita. Io impersono Carmen, un’anziana dal carattere ribelle, con una malattia che incombe. Giulia Fiume impersona Sara, una giovane manager che acquista, a prezzo vantaggioso, l’appartamento dove vivo io, a condizione che potrò viverci fino alla mia morte».
Che rapporto si crea tra le due donne?
«Appartengono a generazioni molto distanti, all’inizio è conflittuale ma poi, tra varie vicissitudini e disgrazie, le due protagoniste riusciranno a ritrovarsi e magari a vivere insieme… in un finale a sorpresa. Nella commedia sono io l’”inconveniente”, perché non si sa quando morirò!».
Quanti inconvenienti ha avuto lei, Milena, nella sua vita privata?
«Mah.. non ci ho mai pensato. La mia vita è costellata da cose contrastate e che comunque si sono sempre rivelate in positivo. Mi è capitato di accettare un lavoro di cui, magari, mi sono pentita, però ho trovato il modo di capovolgerlo in vantaggioso».
Una lunga carriera, tanti personaggi. Le è mai dispiaciuto essere identificata soprattutto con il personaggio di Pina Fantozzi?
«Sì, a un certo punto mi dava un po’ fastidio. Adesso che… sono più grande, mi rendo conto che Paolo (Villaggio ndr) ha creato delle maschere che resteranno nella storia del cinema e infatti viene sempre più rivalutato come un genio del grande schermo. I primi tempi venni criticata per aver accettato il ruolo, ma questa caricatura mi ha insegnato tanto».
Che tipo era Villaggio dietro le quinte?
«Dicevano che aveva un carattere non facile... Certo, caustico, cinico, bizzarro… Tra noi, una grande amicizia. Siamo diventati una coppia di fatto al punto che una volta andai a casa sua e, quando la cameriera mi aprì la porta, mi accolse entusiasta e avvertì Maura che era la vera moglie di Paolo Villaggio, dicendo: “È arrivata la moglie di suo marito!”».
Le è mai capitato di incontrare, nella realtà, delle Pine Fantozzi?
«Credo che tutte possiamo diventare delle Pine: donne sottomesse, innamorate…».
Lei lo è diventata con suo marito Alfredo Baldi?
«Direi proprio di no – risponde divertita – Lui, storico del cinema, ha 9 anni meno di me, ma ci teneva a conoscermi e mi fece invitare a una proiezione. Non subitissimo, ma poi abbiamo iniziato a frequentarci, è nata una relazione e quando avevo circa 60 anni ci siamo sposati. È il compagno della vita, ma viviamo in case separate, sullo stesso pianerottolo, collegate dal balcone: ci si sopporta meglio. Un incontro fondamentale».
Un altro incontro fondamentale con Fellini…
«Ovvio! Non solo professionale, di grande amicizia anche con lui e Giulietta (Masina ndr). Una sera a cena a casa mia vennero loro due insieme a Paolo e Maura. Chiesi a Federico cosa preferisse mangiare, mi rispose: il persico, pesce di lago. Andai in pescheria, mi risposero che non era stagione di persico. La sera della cena, mi scusai con Federico, spiegando che non avevo trovato il pesce da lui indicato e che c’erano le trote. Mi rispose divertito: ma tu mi hai preso sul serio? Tutti a ridere!».
Il 29 agosto a Todi incarna la leggendaria scrittrice francese Colette…
«Affascinante e bella. Io non sono mai stata bella, hanno sempre detto di me: non è bella, ma ha carattere… di solito lo si dice alle bruttine. Ormai, alla mia età, ho scoperto di essere bella…».