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 2026  luglio 12 Domenica calendario

Nel ristorante del più ricco d’Italia: seduti a tavola 127 miliardi di euro

Un pranzo di mezza estate vista mare, anzi proprio sulla spiaggia tra Montecarlo e Cap Martin. Centoventisette miliardi attovagliati tra un tataki di tonno (30 euro) e uno spaghetto alle vongole (25). Giancarlo Devasini, 62 anni e 89 miliardi di patrimonio, secondo Forbes, Paolo Ardoino 41 anni e 38 miliardi, rispettivamente il numero 1 e il numero 4 tra i super ricchi d’Italia. Cioè il maggiore azionista di Tether, torinese, socio della Juventus all’11,5%, in freddissimi rapporti con gli Elkann, residenza a Lugano, casa a Cortina d’Ampezzo, insieme al socio di minoranza e amministratore delegato. Nulla di strano. Ma l’annotazione curiosa di alcune fonti è che Devasini avrebbe pagato il conto a se stesso. Cioè che il ristorante in Costa Azzurra sia di sua proprietà. E dunque il re delle stablecoin in dollari Usa avrebbe deciso di investire anche in stablefood di mare. Sarà vero? Andiamo a vedere. Le indiscrezioni ci indirizzano verso Roquebrune-Cap Martin, le carte ci portano al registro di Nizza. E da lì il nostro obiettivo diventa il Restaurant Le Cabanon. Si chiama così perché è a due passi dalla piccola e celebre casetta di legno disegnata da Le Corbusier nel 1951. È un po’ nascosto non ci si passa davanti con l’auto, bisogna arrivarci dopo un breve sentiero-scalinata che scende alla bellissima baia «Du Buse». Il Cabanon si affaccia sull’angolo destro della spiaggia. A 100 metri c’è «La Casa del mare». la splendida villa di Larisa Machkevitch che ha appena ereditato il restante 50% dal marito Alexander, imprenditore minerario miliardario, nato in Kirghizistan, cittadino israeliano e canadese, residente a St. Moritz, morto l’anno scorso a Londra. Negli anni Cinquanta-Sessanta era stata la villa del produttore Dino De Laurentiis e di Silvana Mangano. Dall’altra parte della baia si intravede la lussuosa e quasi omonima «Villa del Mare» di proprietà di Gazprom, messa sotto sequestro dalla procura francese. Questo per dare l’idea del contesto. Siamo nel tratto di Costa Azzurra tra Montecarlo (10 minuti) e Mentone (10 minuti), qui molti russi hanno messo rubli e radici. Il ristorante, minimal chic, è frequentato dal turista della domenica e dalla «vicina», la signora Machkevitch (2,4 miliardi di patrimonio), ma arrivano anche con i tender dagli yacht ancorati poco più al largo. «Gustavo oggi vado al risparmio, fammi solo un’insalata», dice una signora mentre infila sotto il tavolo (di plastica) un paio di infradito Gaia di Louis Vuitton (950 euro). Si mangia molto bene, dalle 12,30 alle 15 il ricambio ai tavoli è continuo. Dirige Gustavo Bossetti, 68 anni, ristoratore bergamasco di filosofia «feltriana» con lunga esperienza in locali della zona (Le Fellini). Gli chiediamo di Devasini e Ardoino. Domandare all’oste se il vino è buono è inutile, figurarsi chiedergli se noti imprenditori miliardari hanno scelto il suo ristorante. Certo che sì, ma niente nomi ci mancherebbe. Bossetti è arrivato da quattro mesi assumendo di fatto gestione e avviamento, per dare una sterzata a una conduzione largamente deficitaria. Perfino il Guardian dà conto del nuovo corso e indica il Cabanon tra i migliori ristoranti su spiaggia in Europa. Ma Devasini che cosa c’entra? Secondo le carte depositate a Nizza ha acquistato tre anni fa dalla famiglia francese Pellegrini e da altri azionisti la società di gestione (Copacabanon) e quella (IpaCabanon) proprietaria dell’immobile di 210 metri quadrati. Ha pagato in tutto 2,4 milioni. Il ristorante in due anni (2023-2024) ha fatturato 700 mila euro e ne ha persi 240 mila. Mister Tether ci ha messo altri 200 mila euro per rifinanziare e garantire continuità all’azienda. Aveva comprato tre anni fa «per dare una mano al cuoco di allora», dice Gustavo, «Giancarlo è un generoso». Arriva il conto. Possiamo pagare in criptovaluta? Sorrisi di circostanza come a dire: «Ma chi è questo?».