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 2026  luglio 12 Domenica calendario

In Piemonte bruciano 700.000 alberi

«In Piemonte è catastrofe ecologica». La nota della Regione chiarisce le dimensioni delle devastazioni dei roghi degli ultimi giorni. Le fiamme hanno interessato una superficie che le stime provvisorie indicano tra gli 800 e i 900 ettari e ridotto in un cumulo di ceneri fumanti almeno 700 mila alberi tra le province di Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola (Vco). «Siamo già al lavoro per attivare piani straordinari di ripristino ambientale non appena le condizioni lo permetteranno», ha annunciato l’assessore regionale alla Montagna, Marco Gallo, precisando che verrà data priorità alla rinnovazione naturale del bosco. Secondo i tecnici occorreranno 50-70 anni per rivedere gli alberi d’alto fusto ritornare all’altezza che avevano prima di essere divorati dal fuoco.
I fronti più colpiti sono la Valsesia (in provincia di Vercelli) con 450 ettari distrutti, Premosello Chiovenda (Vco) con 226 ettari e la Valle Soana (Torino) all’interno del Parco nazionale del Gran Paradiso. «L’intervento dei soccorritori ha evitato la distruzione di altri 3.500 ettari, salvando 3 milioni di alberi e i centri abitati», ha precisato l’assessore all’Ambiente, Matteo Marnati. Nel caso piemontese non si è trattato però dell’opera di piromani criminali, come riferito da fonti dei Vigili del fuoco. «L’origine è di natura meteorologica: le fiamme sono state innescate dai fulmini dei temporali dei giorni scorsi e propagatesi a causa del forte vento, delle temperature torride e dei terreni secchi». Ora rimangono solo alcuni focolai isolati, grazie alla pioggia che ha aiutato a spegnere le fiamme.
Effis, il portale che monitora gli incendi boschivi in Europa, indicava nel 2026 per l’Italia fino all’8 luglio – ultimo dato disponibile – una superficie bruciata di 268.138 ettari, contro una media di poco più di 101 mila ettari registrata alla stessa data nel ventennio 2006-2025. Altri incendi hanno colpito varie parti d’Italia. In Sardegna per tre ore è stato chiuso l’aeroporto di Olbia per il fumo sviluppato da un rogo innescato presso lo scalo, chiuse per brevi periodi anche le statali 125 e 131, altre fiamme nel Campidano e nell’Iglesiente. Roghi anche in Sicilia e in Friuli-Venezia Giulia. Sotto controllo il grande incendio in Andalusia, che ha causato dodici vittime. In Algeria le fiamme di 119 incendi hanno interessato 33 province con temperature di oltre 40 gradi.
Gli incendi sono una conseguenza dell’anticiclone africano, che farà aumentare le temperature a metà settimana fino a 42-43 gradi nelle zone interne della Sardegna sud-occidentale e a 36-37 °C in pianura padana, a Firenze e a Roma. Oggi il capoluogo toscano e Perugia sono in bollino rosso per il combinato di temperatura e afa, in arancione altre sei città monitorare dal ministero della Salute. In allerta gialla il Trentino per possibili temporali con grandine, come indicato dalla Protezione civile.
Il cuore della terza ondata di calore della stagione resta la Francia. Oggi per la prima volta una tappa del Tour sarà accorciata di 30 chilometri, 37 dipartimenti sono in massima allerta per la canicule, a Parigi chiusure anticipate per il Louvre e il Museo d’Orsay, così come per la Torre Eiffel, come è già avvenuto nella precedente ondata di calore di giugno. Il letto della Loira è in gran parte asciutto nella regione del Maine-et-Loire. Anche il fiume Doubs è ridotto a un rigagnolo.
A Kut (Iraq) centinaia di residenti si sono scontrati con la polizia mentre manifestavano contro i blackout dovuti all’ondata di caldo con temperature che hanno raggiunto i 44 gradi. Tra gli altri eventi estremi in atto, in Cina 2 milioni di persone sono state evacuate per il tifone Bavi.