Corriere della Sera, 12 luglio 2026
Bombe sulle città ucraine
Nessuna tregua per Kiev. Sono 12 i missili e 121 i droni che si sono abbattuti sulla città ucraina durante la notte tra il 10 e il 11 luglio. I feriti sono 12, tra cui due bambini rispettivamente di 10 e 11 anni. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che nonostante lo sforzo impiegato per intercettare la maggior parte dell’offensiva di Mosca, gli ucraini non sono stati in grado di fermare la forza distruttiva dei sei missili balistici Iskander-M e S-400 che hanno colpito tre diversi quartieri della capitale.
Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, le prime esplosioni si sono verificate intorno alle 3.38. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha dichiarato che quattro dei feriti sono stati ricoverati in ospedale, mentre per gli altri è stata sufficiente l’assistenza dei paramedici giunti sui luoghi delle esplosioni.
Ma l’offensiva russa non si è limitata a colpire la capitale. Reuters riporta che cinque persone sono rimaste uccise e altre 32 ferite dopo che due bombe hanno colpito un’area piuttosto affollata della città di Sumy. Le immagini che circolano al riguardo sono raccapriccianti: un bus giallo ormai carbonizzato giace vicino alla fermata, non c’è più nessuno ad aspettarlo. Altre due persone sono morte e una è rimasta ferita a Odessa, mentre un drone ha colpito un impianto civile nella città orientale di Kharkiv, ferendo sette persone. Una vittima a Sloviansk.
Nemmeno Zaporizhzhia è stata risparmiata dalla pioggia di fuoco: «La città è stata colpita da tre bombe. Una di queste è rimasta inesplosa e si trova in una zona residenziale», ha dichiarato ai media la portavoce del dipartimento di polizia Anna Tkachenko.
Il leader di Kiev su X ne ha approfittato per riportare l’attenzione dell’Alleanza sul mantenimento degli impegni concordati al vertice Nato di Ankara: «Dobbiamo procedere il più rapidamente possibile sugli accordi di licenza per i Patriot». Intanto, nell’efficace mirino dei droni ucraini sono finite 21 petroliere russe e altre sette navi al largo del Mar d’Azov, oltre a 53 obiettivi militari nella Crimea occupata dal 2014. Il comandante delle forze ucraine per i sistemi senza pilota Robert Brovdi ha scritto trionfante su Telegram: «La flotta fantasma russa si sta riducendo in modo evidente e il traffico nello Stretto di Kerch (che collega il Mare d’Azov al Mar Nero, ndr) è stato interrotto». L’attacco ha l’obiettivo di minare in modo consistente la logistica militare russa, compreso il trasporto di petrolio che elude le sanzioni internazionali.
Il livello di tensione generale è poi aumentato dalla convocazione da parte di Lituania, Lettonia ed Estonia dei rispettivi ambasciatori russi. I Paesi baltici accusano Mosca di diffondere false notizie su deportazioni di massa ai danni di persone russofone e la concessione del proprio territorio per attaccare la Russia. «Cercano disperatamente di distogliere l’attenzione dall’aggressione contro l’Ucraina», ha commentato a Euronews il ministro degli Esteri lituano. Nello specifico, la crisi diplomatica è stata innescata da un rapporto sui diritti umani presentato dai ministeri degli Esteri russo e bielorusso in cui si accusano i Paesi baltici di «nazismo».