Corriere della Sera, 12 luglio 2026
Schlein, sulla Russia Conte ha sbagliato
on è certo un buon momento per il centrosinistra. Dopo il flop di Napoli e le polemiche scaturite dalle parole di Giuseppe Conte sull’inesistenza di una minaccia russa, i leader di Pd, M5S e Avs tentano di rimettere insieme i cocci e non commettere altri passi falsi. Di qui l’idea di sospendere la manifestazione di Padova e ragionare bene sulla possibilità di tenere invece un’iniziativa a Roma contro la riforma elettorale, evitando però un altro buco nell’acqua come è accaduto nel capoluogo partenopeo. Per i dem è Igor Taruffi a gestire la pratica. Le date opzionate sono giovedì 16 o venerdì 17.
Comunque la situazione non è semplice per il centrosinistra. Persino la «testardamente unitaria» Elly Schlein ha perso le staffe. Ne ha dette quattro a Conte per la sua uscita sulla Russia e con i fedelissimi è stata ancora più esplicita: «Giuseppe ha detto una cosa sbagliata, nel posto sbagliato e nel modo sbagliato». Ma poi ha aggiunto: «Dobbiamo però continuare a lavorare uniti, perché battere questa destra si può». In verità, nello stesso Pd qualcuno inizia a nutrire dei dubbi che con una simile alleanza si possa andare lontani. Per Filippo Sensi, per esempio, con «il consiglio d’amministrazione ristretto» composto da Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni non si fa molta strada. Il senatore riformista mette in guardia l’alleanza dalla tentazione di praticare «una sorta di sostituzione etnica» di Matteo Renzi utilizzando quell’Alessandro Onorato «sponsorizzato da Bettini».
E a proposito di Bettini, ieri è sceso in campo con un’intervista al Manifesto per difendere il leader del M5S. Prima ha chiesto al Pd di essere più duro con Ursula von der Leyen e la sua politica di riarmo, poi ha detto: «Conte ha ragione, Putin non ha la forza per attaccare l’Europa». Senza nominare l’esponente dem, Sensi ha replicato con ironia: «Perché Kiev si trova su Marte?». Invece lo ha nominato, eccome, Pina Picerno. Caustica l’ex pd: «E naturalmente arriva Bettini a puntellare il campo Lavrov. Non solo la Russia non è una minaccia, e non si capisce proprio da che cosa dobbiamo difenderci, ma i socialisti e il Pd dovrebbero prendere anche le distanze dalla Commissione Ue e diventare direttamente forze antieuropeiste e antisistema». Del momentaneo sbandamento dell’alleanza dei progressisti cerca di approfittarsi anche Antonio Tajani, che attacca Conte per le sue «dichiarazioni filo-russe» e chiede alla «sinistra» di «chiarire se sta con le autocrazie o con le democrazie».
Sì «sinistra», la chiama così Tajani, perché sostiene che il centro è stato messo da parte. In realtà non sono queste le intenzioni di Conte e Schlein. I due si rendono conto di avere bisogno di tutti i consensi utili. Per questa ragione è in corso il tentativo, a cui sta lavorando anche Bettini, di convincere Gaetano Manfredi a fare il garante del centro, consentendo così a Renzi e Onorato, che poco si sopportano, di stare insieme, unendo anche altre forze, come il movimento di Ernesto Maria Ruffini, i socialisti, +Europa. Secondo questo schema il sindaco di Napoli non si candiderebbe alle primarie, ma svolgerebbe solo il ruolo di «padre nobile». Da quel che si sa, però, Renzi non ha ancora dato il via libera a questa operazione.