Corriere della Sera, 12 luglio 2026
Biennale, Bruxelles taglia i finanziamenti
Alla fine la risposta è arrivata. «La Commissione raccomanda ufficialmente all’Eacea (l’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura, ndr ) di terminare il finanziamento di 2 milioni di euro alla Biennale di Venezia», ha scritto ieri poco dopo le 20 su X la vicepresidente esecutiva della Commissione Henna Virkkunen, con delega alla Sovranità tecnologica, sicurezza e democrazia. La politica finlandese ha spiegato che «ciò fa seguito a una valutazione approfondita delle risposte della Biennale per giustificare la riapertura del padiglione della Russia». Quella della Commissione è una mera raccomandazione, ma difficilmente non verrà formalizzata.
L’esecutivo comunitario aveva inviato diverse lettere nei mesi scorsi alla Biennale di Venezia, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco, per chiedere spiegazioni in merito alla decisione di consentire la partecipazione della Russia con il proprio padiglione all’Esposizione internazionale d’Arte inaugurata il 9 maggio. Decisione che Bruxelles aveva condannato fermamente e che anche il governo italiano aveva criticato, ma la Fondazione non ha cambiato idea. La Commissione aveva inviato a marzo una lettera anche al governo italiano. La Biennale ha usato come argomentazione che il padiglione formalmente non è mai stato aperto al pubblico e dunque la sua presenza non viola le sanzioni europee.
La vicepresidente Virkkunen ha spiegato su X che «la cultura in Europa – finanziata con i soldi dei contribuenti – dovrebbe promuovere e salvaguardare i valori democratici. Questi valori non sono rispettati nella Russia di oggi». Immediata la replica della Biennale che ha fatto notare di avere appreso «su X da autorità politiche, e non dalle autorità tecniche preposte» le decisioni relative al contributo da 2 milioni di euro da parte dell’Agenzia Ue alla Fondazione: «La Biennale fa sapere di aver risposto nei termini stabiliti a tutti i punti della terza lettera ricevuta dall’Eacea sul tema, e di attendere da essa una nota tecnica formale per valutare ogni eventuale passo successivo e far valere le proprie ragioni in tutte le sedi competenti». La Biennale ha anche sottolineato che «proseguono i programmi interessati» perché sono «solo in maniera marginale co-finanziati» dall’Ue.
La Biennale ha incassato il sostegno della Lega: «La cultura italiana non si piega ai diktat di Bruxelles». Già il leader Matteo Salvini aveva preso posizione opposta al governo, partecipando all’inaugurazione dell’Esposizione il 9 maggio, assente invece il ministro della Cultura Alessandro Giuli. «La Biennale è storia, cultura, arte, innovazione e libertà – è il commento del Carroccio —. Se qualche burocrate di Bruxelles non riesce a capirlo, ce ne faremo una ragione». La Lega intende chiedere al governo di «integrare integralmente le risorse eventualmente negate dall’Ue».
A marzo 22 Paesi europei avevano scritto al presidente della Biennale Buttafuoco e ai membri del Consiglio di amministrazione per esprimere la loro contrarietà. Poi si era mosso anche il Parlamento europeo. Infine nelle conclusioni del summit Ue di giugno i leader dei Ventisette hanno sottolineato che «finché non ci sarà una pace giusta e duratura in Ucraina, non vi dovrebbe essere una normalizzazione della partecipazione della Russia a eventi sportivi e culturali internazionali».