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 2026  luglio 11 Sabato calendario

Sanità, migliorano prevenzione e cure

Veneto, Emilia-Romagna e Toscana le migliori. Sicilia, Calabria e provincia autonoma di Bolzano le situazioni più critiche. È questo il responso della verifica del ministero della Salute sui Lea (Livelli essenziali di assistenza) per l’anno 2024 in Italia, attraverso il nuovo Sistema di garanzia. Che prende in considerazione 88 indicatori relativi a tre macro-aree: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Per essere «promosse», le regioni devono arrivare in ognuna alla sufficienza (al punteggio di 60, in una scala da 0 a 100). Non tutte ce l’hanno fatta, ma c’è stato un sostanziale miglioramento rispetto al report dell’anno precedente. «I dati sui Lea e i miglioramenti registrati a livello regionale mostrano un cambio di passo del sistema. Avevamo otto regioni (Valle d’Aosta, Bolzano, Liguria, Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia, ndr) con parametri sotto la sufficienza un anno fa, ora sono tre», ha spiegato il ministro della Salute, Orazio Schillaci. «Penso sia un risultato inequivocabile. Il governo ha lavorato da subito per una sanità più efficiente e vicina ai cittadini. È un lavoro che porteremo avanti ancora e che stiamo certificando, non con le parole, ma con i dati alla mano». E anche grazie a una dotazione finanziaria di oltre 5 miliardi aggiuntivi rispetto al 2023.
Scendendo nel dettaglio, il Veneto si aggiudica il primato (288 su 300) con punteggi che si avvicinano al cento in tutte e tre le aree: 96 nella prevenzione, 95 nel distretto e 97 nell’assistenza ospedaliera. Segno di una grande attenzione per l’assistenza ai pazienti, tanto nella prevenzione quanto nei servizi erogati dalle aziende sanitarie e in quelli ospedalieri. Anche l’Emilia-Romagna, grazie ai 282 punti complessivi, viene premiata per il percorso assistenziale riservato ai suoi cittadini. Seguono la Toscana con 280 punti, il Piemonte a 272, la provincia autonoma di Trento (che registra la migliore valutazione in Italia nella prevenzione con 98) e la Lombardia a 270. In una fascia medio-alta figurano poi Umbria, Liguria e Friuli-Venezia Giulia. Non raggiungono invece la piena sufficienza Calabria, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano. Le ultime due – che anche l’anno precedente erano in zona rossa – peccano nell’area della prevenzione, raggiungendo rispettivamente 49 e 59 punti, mentre la Calabria, fanalino di coda nella classifica generale, ha da migliorare nell’area distrettuale, dove prende 52 pur facendo registrare progressi rispetto al 40 del 2023.
Il dato complessivo è da ritenersi comunque positivo: 5 regioni hanno fatto registrare miglioramenti, specie nelle prestazione erogate dalle Asl. È il caso della Valle d’Aosta, dell’Abruzzo e della Basilicata gravemente insufficienti nel 2023 in questa area, così come passi avanti, ma nella prevenzione, li hanno fatti Liguria e Molise (oltre all’Abruzzo). Eppure, a fronte di un miglioramento generalizzato, restano marcate le differenze territoriali, come pure il divario che separa Nord e Sud del Paese, nell’accesso alle cure e nel diritto alla salute. E a sottolineare l’esigenza di raggiungere presto una situazione più omogenea è anche la Simi (Società italiana di medicina interna): «L’obiettivo – ha detto il presidente Nicola Montano – è garantire a tutti i cittadini, indipendentemente dalla regione di residenza, gli stessi standard di qualità, appropriatezza e tempestività delle cure».