Corriere della Sera, 11 luglio 2026
Immigrato ucciso, Ice sotto accusa a Houston
L’uccisione a Houston di Lorenzo Salgado Araujo da parte di un agente della polizia anti immigrati, il primo episodio mortale dopo quelli di gennaio a Minneapolis costati la vita a due cittadini americani, Renée Good e Alex Pretti, era stata liquidata dall’Ice come un caso di legittima difesa: colpito un clande-stino messicano che voleva investire col suo furgone il poliziotto che lo aveva fermato. Ma le prime testimonianze, l’assenza di immagini (gli agenti non avevano le body camera) e la dinamica dell’incidente giustificano il sospetto che anche stavolta l’Ice cerchi rifugio in una giustifica-zione di legittima difesa destinata ad essere smentita dalle indagini. Torna nella bufera la milizia anti immigrati che, dopo aver terrorizzato per mesi con le sue retate alcune città su mandato di Trump e del suo braccio destro, Stephen Miller, era stata parzialmente decapitata dalla stessa Casa Bianca ed invitata a essere meno brutale: Salgado era un messicano clandestino, ma viveva da trent’anni negli Usa, aveva un’impresa e tre figli, nessun precedente penale. Tanto è bastato alla presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, per minacciare un’azione legale contro gli agenti: «Ci faremo sentire, baste con le note diplomatiche senza risultati mentre i nostri cittadini vengono uccisi». Sul furgone intercettato c’erano tre immigrati clandestini: Lorenzo Salgado, suo fratello e un terzo lavora-tore. Quando un’auto senza insegne ha cercato di fermarli, Salgado, che era al volante, ha fatto inversione. A quel punto gli agenti dell’Ice hanno acceso i lampeggianti e due loro auto si sono affiancate al furgone. Poi la sparatoria con Salgado, colpito più volte, trasci-nato fuori dal furgone sanguinante e ammanet-tato. Morirà poco dopo in ospedale. Le testimonian-ze rese in carcere dai due compagni di Salgado, detenuti in luoghi separa-ti, descrivono la stessa scena: il furgone non poteva tentare di investire i poliziotti che erano ai lati e non di fronte al veicolo. Una tesi difficile da smon-tare. E una fonte interna anonima dell’Ice ha rivelato alla stampa che la pattuglia, che ha teso una sorta di agguato al furgone di Salgado, ha sbagliato obiettivo: aveva ordine di intercettare un veicolo simile con dei sospetti.